• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Pierino porcospino

Alessandro Pertosa | Recensioni   24 Settembre 2021   3 min.

 

Genere: poesia
Editore: Gian Giacomo Della Porta Editore
Anno di pubblicazione: 2021
Pagine: 72

 

Paolo Pera (Alba, 1996), diplomato in Arti Figurative, ora studente di Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino, nel 2020 esordisce in poesia con La falce della decima musa (Achille e La Tartaruga), con postfazione di Mario Marchisio, ed è di imminente pubblicazione Pietà per l’esistente. Satire e poesie censurabili (Ensemble). Pierino porcospino è una rilettura, illustrata dallo stesso autore, di Der Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann. 

 

 

Pierino porcospino. Ovvero l’orrore elevato a splendore.

Paolo Pera è un giovane autore molto avveduto. Artista eccentrico e totale, disegnatore, filosofo e poeta, sa perfettamente che la bellezza e lo schifo, così come il bene e il male, l’odio e l’amore sono implicati fra loro molto più di quanto non si pensi. Più di quanto non si voglia. Perché bisogna fare i conti sul serio col dolore quando si scopre di stare al centro dell’universo, e bisogna allora accettare consapevolmente di venire dal marcio anche quando si è felici e sorridenti; bisogna spingersi fino a toccare le corde della putredine per avere la forza di gridare che l’orrore e la bellezza sono fatti della stessa pasta. E per capirlo non è necessario ricorrere a complicati ragionamenti filosofici, ma basterebbe soffermarsi dinanzi alle splendide pale d’altare delle Cattedrali, ai crocifissi lignei o agli affreschi delle Chiese di campagna; così come basterebbe perdersi fra le terzine di Dante o affogare nella luce di Caravaggio. Ecco, tutta quella bellezza che ci trafigge l’anima e ci sbrana il cuore nasce dall’orrore. Quella bellezza nasce da un fatto ben preciso (e poco importa che si abbia o meno fede); quella bellezza nasce da una scena straziante che è stata raccontata: un ragazzo di trentatré anni, probabilmente innocente, viene lasciato a seccare all’aria inchiodato a una croce. Senza un Gesù morto di dolore, senza quell’orrore, non avremmo la bellezza che ammiriamo ogni giorno. Ne avremmo un’altra, probabilmente. Ma anche quella verrebbe comunque da una ferita, da una slabbratura.

Paolo Pera sa tutto questo e nel suo Pierino porcospino spinge la sua poesia fino all’estremo. Usa una versificazione stridente, direi per certi aspetti persino «brutta». Le sue liriche-antiliriche sono costituite da strofe in cui la punteggiatura trasforma l’andamento armonico dei versi quasi in una narrazione impoetica, che strazia il ritmo, lo schianta; mentre con maestria letteraria uccide e travolge tutto nel sangue e nel dolore gratuito somministrato, goccia dopo goccia, ai «poveri» protagonisti delle storie.

Lo scopo di questo poetare tra l’horror e lo splatter è teso a far emergere tutto il clangore macabro delle vicende che si raccontano. Da questa plaquette emerge un’estetica «cattiva», «violenta», «atroce». Strofa dopo strofa, con rime che si perdono per ritrovarsi all’improvviso in forme dissonanti e talvolta fastidiose, Pera sublima la bruttezza rendendola splendore.

Quasi senza ritegno, l’autore si impegna a far emergere da queste storie – talvolta persino asfissianti – quel niente che chiama «ridicolo cosmico», dove il bello si forgia tramite il ridicolo, tramite la presa di coscienza di quel ridicolo che il Tutto è, mentre il sublime risulta impossibile, dal momento che è solo un «fatto» di natura. E qui il nostro poeta è come se ci suggerisse di stare lontani dalla tentazione di ricercare il sublime, perché chi prova a sfiorarlo cade nel peggior ridicolo: l’illusione.

Pierino porcospino mostra chiaramente una mostruosa selvatichezza che attraverso un macrabro divertissement consente all’autore di ribaltare i canoni estetici e di portare in superficie la critica alla società in cui tutto è stile (o vano tentativo di stile), ma niente è davvero bello, perché niente sa dialogare con l’orrido e col male.

Sì, vi stiamo parlando di un libro violento e macabro. L’autore lo descrive come un’opera di bassa macelleria praticata sull’originale Pierino porcospino di Heinrich Hoffmann. Ma mente sapendo di mentire. Perché la sua opera non è per nulla un’operazione di bassa macelleria. Semmai si può parlare di alta, altissima macelleria.

Da Hoffmann a Pera avviene una rielaborazione parodistica estrema, in cui gli elementi grotteschi e antipatici del Pierino originale vengono qui portati a compimento ulteriore. Perché a Pera non potevano bastare le conclusioni infelici dei protagonisti di Hoffmann. No. Quei personaggi dovevano soffrire di più. Dovevano morire di più. E affinché lo splendore del bello abbagliasse la scena, era necessario ficcare il coltello ben più dentro, nella piaga, per slabbrare finalmente i tessuti, spalancando le porte a scintille e bagliori di sadismo.

Ma sarebbe davvero fuori strada il lettore se si soffermasse soltanto su queste mie note superficiali. Perché da questa straordinaria estetica dell’orrore e del brutto si può partire per indagare gli orizzonti entro i quali si rende pensabile e possibile la critica artistica e filosofica ai modelli etici ed estetici della società contemporanea.

Questo libro di Paolo Pera è autenticamente poesia filosofica. È poesia che nasce da un’esigenza profonda, da una richiesta di senso (insensata?), a cui l’autore sceglie di rispondere affogando la bellezza in un mare di sangue.

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 + 9 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Seguici su

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2021 - martedì 26 Ottobre, 2021 04:37