• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Giuseppe Ciulla, Catia Catania – La cala. Cento giorni nelle prigioni libiche

ilRaccoglitore | Incipit   17 Settembre 2021   2 min.

 

 

“Le storie di Piero e Rosetta, e delle donne e degli uomini che hanno vissuto gli interminabili giorni di prigionia, sono le voci del Mare di mezzo, e ci raccontano l’inganno di credere che il mare possa tenere lontani due mondi bagnati dalle stesse acque.”
Bompiani

 

 

 

Mazara del Vallo, 30 marzo 2021.

Il paziente racconta di essere stato sequestrato giorno 1 settembre 2020 dalla Guardia costiera libica assieme ad altri 17 marinai membri di un motopeschereccio, mentre si trovava in acque internazionali per lavoro. La prigionia è durata 108 giorni, durante i quali è stato spostato attraverso quattro carceri.

Durante la prima carcerazione è stato frustato anche al volto e ha riportato lesioni alla retina dell’occhio destro per cui è ancora in cura dallo specialista; nel secondo carcere ha provato un sentimento di forte angoscia di morte e ha creduto che sarebbe stato ucciso; racconta infatti che tutti gli otto prigionieri sono stati messi faccia al muro e sono stati puntati con i fucili come se di lì a poco li avrebbero giustiziati e sparavano in aria per terrorizzarli; infine li hanno bagnati con tubi d’acqua; per tutto il periodo della prigionia non ha potuto curare il suo diabete, perché anche se l’Ambasciata italiana consegnava i farmaci, non gli venivano somministrati; venivano reclusi al buio, fatti mangiare a terra, non hanno potuto mai lavarsi e i bisogni corporali venivano svolti dentro bidoni con l’acqua.

Fino al giorno della liberazione hanno indossato vestiti estivi, soffrendo il freddo. Durante tale periodo gli è stato negato di comunicare con i familiari.

Considerata la tipologia dell’evento traumatico, la gravità e l’intensità e durata e la sintomatologia che il paziente riferisce si pone diagnosi di “disturbo post-traumatico da stress cronico, grave”.
Ha provato infatti durante la prigionia un continuo senso di incertezza e impotenza, paura costante di essere ucciso; in atto riferisce ricordi, immagini degli eventi traumatici vissuti e incubi notturni (la notte si agita e grida come se fosse ancora prigioniero), condizione costante di iperallerta, condotte di evitamento; presenta angoscia alla vista di motopescherecci e non riesce a tornare a lavorare; presenta uno stato depressivo con disinvestimento affettivo e progettuale.

Il quadro clinico compromette gravemente il funzionamento personale e sociale.

 

Dipartimento di Salute Mentale di Mazara del Vallo
Certificazione diagnostica del signor Bonomo Giovanni, nato a Mazara del Vallo.

 

Professione: pescatore

 

 

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 + 6 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Seguici su

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2021 - martedì 26 Ottobre, 2021 04:11