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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Nuove voci raccontano: Patrizia Vigiani

Francesca Ghezzani | Nuove Voci Raccontano   7 Luglio 2021   5 min.

 

Patrizia Vigiani, originaria di Firenze, vive da molto tempo in Germania, dove esercita la professione di traduttrice e interprete. Dopo il manuale Forex trading per comuni mortali, che ha riscosso un ampio successo di pubblico e di critica, esordisce con un’opera di narrativa dal titolo Alex – un giallo valutario.

Siamo a Francoforte: un gruppo di amici che lavorano nel mondo della finanza vive l’atmosfera di un locale notturno. Finché dal gruppo scompare Alessandro Di Matteo, tecnico petrolifero di origine italiana, appena rientrato dalla guerra in Iraq. Perché Alex è scomparso? Chi era Alex veramente? Quali segreti nasconde il suo lavoro? Qual è il collegamento con l’unione monetaria e con l’euro? L’euro, l’Europa, le guerre per il petrolio… ma anche qualcosa di più.

 

Patrizia, come ha preso vita il personaggio di Alex e di chi gli ruota attorno?

Il personaggio di Alex mi è stato ispirato dalla biografia di un VIP, che nonostante le origini umili ha conquistato risultati eccezionali nel suo campo. Ho traslato questa biografia nel mondo della finanza e l’ho legata a fatti storici che hanno accompagnato l’introduzione dell’euro. Tuttavia me lo sono anche immaginato come persona in carne e ossa: un uomo molto amato, dalla personalità alfa, la cui improvvisa scomparsa crea un vuoto fra le persone che gli sono state vicine. Da qui l’universo degli amici di Alex, individui idealisti e mossi da passioni non necessariamente convenzionali. Sono loro a mettersi alla ricerca disperata dello scomparso, coinvolgendo un commissario di polizia, che ci racconta la storia e accompagna il lettore, ignaro come lui dei segreti della finanza, nel mondo del denaro.

 

In questo romanzo il tuo valore aggiunto sta nell’aver inserito abilmente l’economia – notoriamente ostica ai più e appannaggio del sesso maschile – nella trama di un romanzo giallo. Perché questa decisione e quale l’espediente narrativo a cui hai fatto ricorso?

L’idea di affrontare la tematica economica legata all’euro e al denaro in generale è frutto della mia passione per il forex trading, che è la negoziazione di valute estere. Questo hobby mi ha portato a interessarmi di economia e storia delle valute, costringendomi anche a studiare una materia che purtroppo non si insegna a scuola. Sono grata di essermi interessata di economia, anche perché ho imparato molte cose che mi sono utili nella vita quotidiana (per esempio il meccanismo di formazione dei prezzi). È stato tutto un bagaglio di letture economiche, insieme alle notizie legate alla storia recente delle valute, a suggerirmi il sottotesto economico-politico che fa da trama all’intreccio relativo alla scomparsa di Alex.

 

Potremmo quindi affermare che la tua opera appartiene a un genere ibrido?

Molti gialli/thriller/noir hanno qualcosa di ibrido, in quanto contengono elementi romance (una sottotrama che ha per oggetto una storia d’amore) oppure elementi di denuncia sociale, o uno sfondo che riproduce una precisa realtà storica. Spesso sono proprio questi elementi a suscitare la curiosità intellettuale di un certo tipo di lettore, che vuole arricchire la propria cultura. Da parte mia ho privilegiato una lettura economica delle vicende storiche che fanno da sottofondo all’intreccio del romanzo. In definitiva l’opera è una storia di amicizia, ma allo stesso tempo intende divulgare alcuni importanti concetti di macroeconomia.

 

 

Oltre a condividere l’interesse per l’economia e per la storia dell’euro, che proponi in forma romanzata, ci sono altri motivi che ti hanno spinta a scrivere quest’opera?

Come italiana che vive da moltissimi anni in Germania mi interessava trasmettere un messaggio europeista, che va di pari passo con l’idea dell’amicizia e della tolleranza. Mi dispiace vedere la prevalenza in Italia di forze politiche che vorrebbero allontanare il paese dall’Europa, e rintanarsi in una nostalgica autarchia. E non sono la sola a vederla così. Come me, esiste tutta una generazione di italiani per i quali è normale spostarsi da una parte all’altra del continente, che si sentono europei e riescono a vedere quanto di comune c’è nella cultura europea. Attraverso i luoghi in cui si svolge il romanzo, la diversa nazionalità dei personaggi e la natura stessa di Alex, l’europeismo permea questa opera come un messaggio subliminale.

 

In qualità di interprete e traduttrice, troveremo questo libro fruibile anche in altre lingue?

Non posso occuparmi personalmente delle traduzioni, perché non sono madrelingua. Tuttavia un agente letterario tedesco, che ho incontrato sullo spazio virtuale della Buchmesse di Francoforte, ha manifestato interesse per il testo, per cui ne potrebbe risultare una traduzione.

 

Infine, ecco la domanda di rito di questa rubrica: la storia che narri, non certo priva di colpi di scena, come sarebbe raccontata se fosse una fiaba o una favola?

C’era una volta un reame molto prospero, il cui sovrano era ricchissimo. Ma siccome era anche un re buono, un giorno pensò di regalare tutto il denaro che aveva in cassaforte ai sudditi. Dopo aver fatto i conti, si era infatti accorto che, ripartendo i denari fra tutti i maggiorenni, ciascuno avrebbe ricevuto una somma ingente, sufficiente per fare una vita dignitosa.

Il sovrano era entusiasta di questa idea. Credeva di avere trovato il segreto della felicità: niente più invidie, niente più differenze sociali fra i sudditi. Tutti avrebbero potuto dedicarsi ai loro hobby, o al dolce far niente. Fece quindi chiamare i consiglieri, per sapere che cosa ne pensavano.

«Sire» mormorò il Tesoriere più anziano, sulla cui fronte erano comparse due rughe profonde, «secondo il mio modesto parere state sbagliando. Nel momento in cui ciascun suddito disporrà di sufficiente denaro, nessuno avrà più voglia di lavorare.»

«Il maestro ha ragione» aggiunse il più giovane. «È in arrivo un’epidemia, che ha già devastato il reame oltre il fiume. Pensate ai nostri ospedali, Sire. Nessuno rimarrà a curare i pazienti.»

Un uomo grassoccio, con gli occhialini sul naso, si fece avanti: «L’idea non è così male» esclamò, con un sorriso stampato in faccia. «Pensate alle nostre botteghe: faranno affari d’oro.»

Il Tesoriere, la cui fronte si era corrugata ancora di più, mise le mani sui fianchi: «Purtroppo non funziona così: quando i bottegai si accorgeranno che i clienti hanno soldi da spendere, aumenteranno i prezzi.»

Il sovrano lo guardò con aria interrogativa, alla quale il consigliere giovane si affrettò a rispondere: «Si chiama inflazione, Sire. Quando c’è troppo denaro sul mercato, aumenta il prezzo delle merci.»

«I prezzi aumenteranno a dismisura, e la nostra moneta finirà per non avere più valore.»

«E con cosa pagheremo i medici e gli infermieri?»

«Quelli potranno pretendere qualsiasi cosa in cambio dei loro servigi. Finiranno per impossessarsi persino del Vostro castello.»

Il Tesoriere cercò di avere l’ultima parola: «Apprezziamo la Vostra generosità, Sire, ma è meglio che conserviate i denari in cassaforte. Finché la moneta rimane una risorsa limitata, i vostri sudditi non smetteranno mai di lavorare. E la prosperità di questo reame non avrà mai fine.»

Ma fu il giovane a concludere: «Il maestro ha ragione: non possiamo distribuire denaro a chi è in grado di lavorare. Ma possiamo farlo con i vecchi e i malati: una piccola somma, in modo che non si precipitino a spendere tutto, e i bottegai non aumentino i prezzi.»

Il re prese in mano una moneta e scosse la testa. «Ma da dove proviene il valore di questo tallero?»

«È una storia lunga, Sire. Ve la raccontiamo un’altra volta.»

 

L'autore







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