• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Nuove voci raccontano: Francesca Di Martino

Francesca Ghezzani | Nuove Voci Raccontano   13 Aprile 2021   4 min.

 

“Abbiamo bisogno di emozioni per sorprendere il fanciullo che è in noi, di riscoprire e riscrivere classici o inventare nuovi mondi narrativi.
Lavorare per noi è anche accompagnare i bambini e i ragazzi di oggi nel loro percorso di crescita come giovani lettori, cercando di coltivare l’amore per le storie e far abbandonare loro l’idea che leggere sia solo una gran fatica. Le parole e le immagini sono strumenti, sogni per immergerci nei colori dell’avventura che, per noi, cambiano di continuo in un mondo tanto veloce e mutevole”.
Queste sono le parole di Francesca Di Martino, editrice di Edizioni Piuma, quando ci racconta cosa significhi il suo lavoro e ci porta per mano a scoprire il mondo della distopia con la collana
{I Codici}.

 

Come nasce l’idea della collana {I Codici}?

L’idea è nata qualche anno fa. Nel 2018, Edizioni Piuma stava affrontando grandi cambiamenti interni alla casa editrice e una delle prime necessità è stata quella di intraprendere una direzione diversa per tirare fuori un nuovo piano editoriale. All’epoca, si era già formulata l’ipotesi di cercare autori che scrivessero romanzi fantascientifici, ma con l’input di trovare storie adatte a un pubblico più giovane, cioè quello delle scuole secondarie di primo grado. All’inizio è stato molto difficile individuare storie già scritte che corrispondessero alle nostre esigenze, perché era una richiesta ben precisa.

In che senso?

Nel senso che cercare romanzi già scritti per ragazzi così giovani che trattassero temi di fantascienza non è stata proprio un’operazione semplice. Il genere, infatti, è ricco di grandi classici della letteratura del Novecento e ha trovato in passato il suo spazio ideale tra i lettori Young Adult e adulti. I cultori di fantascienza amano spaziare, dai libri, alle serie, al cinema e perfino ai game. In pratica, si identificano in comunità di appassionati forti. Da questo spunto e dalla riflessione che l’abbandono della lettura coincida con un target di ragazzi delle scuole secondarie, abbiamo pensato di dar vita a questa collana.

La domanda che è nata è stata: ma perché non anticipiamo l’incontro tra i ragazzi di dieci anni con la fantascienza? In fin dei conti, i ragazzi hanno bisogno di identificarsi in una comunità, di non essere trattati come dei bambini, anche se non sono ancora completamente adulti. Quindi, abbiamo pensato che servissero dei libri scritti bene, ma non per questo semplificati. Con questa idea ci siamo affidati a un editor, Virginia Villa, che andasse in giro a scovare talenti che scrivessero nuove storie.

Cosa significa pubblicare per ragazzi?

C’è una frase che amo molto di François Rui-Vidal: “Non esiste letteratura per bambini: c’è la letteratura!”. Per me è una verità assoluta.

In passato, molte case editrici per ragazzi e autori immensi come Rodari, Munari o Lionni hanno lavorato con gusto e intelligenza per arricchire l’immaginario dei bambini. Avevano intuito quanto fosse importante crescere con storie e immagini che aiutassero a formare la creatività e l’identità personale, perché i bambini sarebbero stati un giorno degli adulti.

Nel tempo si è consolidato un mondo a parte rispetto all’editoria per adulti, forte e capace di resistere a periodi di crisi. Non dimentichiamo che fino a qualche anno fa, quando la crisi del settore faceva agonizzare tanti piccoli editori, il comparto per i ragazzi ha resistito all’onda d’urto. Oggi viviamo persino una sovraesposizione di editori per bambini e ragazzi nel mercato italiano.

Quindi, a maggior ragione, scrivere per ragazzi non è affatto facile. Non significa “semplificare” la trama o la scrittura, pensare di rivolgersi a dei bambini che non comprendono le cose. Al contrario, gli editori per ragazzi sono molto attenti a trovare un dialogo con i più piccoli, per far capire la società in cui devono vivere con i giusti modi. Ci vuole attenzione e cura, perché, se si pensa che un domani saranno proprio loro i futuri lettori, allora bisogna seguirli bene.

Infine, perché avete iniziato la collana con Il disegnatore di nuvole e Dastan verso il mare e che cosa ci raccontano?

Quando Virginia Villa ha iniziato il viaggio alla ricerca degli autori per la collana, ha trovato delle difficoltà nel trovare subito buone storie, come avrete già capito. Le prime che ci sono piaciute sono state queste due. Il disegnatore di nuvole ci ha portato in una Londra fumosa, in piena epoca vittoriana, chiaramente ispirata a un mondo Steampunk. Ci preme specificare che non abbiamo alcun desiderio di mettere paletti e poter pubblicare storie di genere contaminato. Le contaminazioni sono indice di vitalità e di maggiore originalità. Infatti, quando abbiamo letto la storia di Giorgia Simoncelli non c’è stato alcun dubbio che il fatto di aver condensato e variato allo stesso tempo mondi diversi sia stato vincente. L’autrice, pur rifacendosi a una tecnologia anacronistica mossa dalla macchina a vapore, come nelle migliori tradizioni Steampunk, ha inserito un aspetto quasi favolistico e poetico della figura del personaggio del disegnatore di nuvole. Una scelta per noi vincente. Speriamo possa essere altrettanto forte per i nostri piccoli lettori. Guardare verso il cielo e non rinunciare ai propri sogni è il messaggio del libro e credo che i ragazzi abbiano sempre bisogno di stimoli di questo tipo a cui ispirarsi.

Dastan verso il mare ha avuto una gestazione più lunga. L’ambientazione di Laura Scaramozzino era sicuramente particolare. Lei ha scelto un futuro ambientato nel Kazakistan. Doveva documentarsi e inventare un mondo nuovo rispettando la sua premessa narrativa. All’autrice interessava raccontare una storia di rinascita e speranza e così ha fatto, dando forma e carattere al piccolo Dastan, un ragazzino che non lascia niente d’intentato per raggiungere la sua meta e salvare i suoi amici. Dastan verso il mare mette insieme il fantascientifico e il reportage, nel viaggio fisico che affronta il protagonista e la sua carovana. Un’avventura in piena regola con i cattivi che inseguono e un mistero da svelare.

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 + 6 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Seguici su

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2021 - lunedì 17 Maggio, 2021 10:56