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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

#Recitationes: Viola Lo Moro

ilRaccoglitore | #Recitationes   12 Aprile 2021   2 min.

 

 

Tenera è la notte

 

Tenera è la notte pensavo
ma non è vero.

 

Appuntita e uncinata è la notte
attraversa di spillo il costato
preleva il capello nello scarico stomaco

 

Torna a galla il capello per l’esofago stretto
lo spasmo confuso tra cibo e respiro
prende d’affanno un sospiro
di schianto.

 

Si appoggia sugli incisivi
lo spillo della notte
suona stride contro i denti
nella morsa dei potevo
freddo nel dente gelato.

 

Si stende infine sul filo della bocca
lo spillo della notte
fatto di spettro
pesa e non pesa.

 

Ora tenera non pensavo la notte:
se al risveglio sapessi
il lavorio dello spillo
al suo fermo immagine incastrato
prenderei su di me
il tuo incubo ricorrente.

 

 

*

 

 

Confusione

 

Portando all’eccesso la complicanza del nostro amore
ho confuso te con me
noi con me
il non-noi con il non-me.

 

Ora mi giro sicura (goditi questo barlume senza peso)

 

Dirci: quando l’asfalto si fa liscio
il sole appena si posa per scappare via
il tramonto non è tramonto
e dalla notte
non sorge il giorno.

 

 

*

 

 

Fioritura

 

Oggi la mimosa ha fiorito
accanto ad una pianta
non meglio identificata.

 

I petali sono sintomo tangibile
della sostanza crudele delle cose:
si sopravvive da sole
si fiorisce in due
dalla fioritura una deve soccombere.

 

Anticipo i tempi per non guardare l’inevitabile:
Preferisco essere assassina: strappo
con meticolosa noncuranza
senza metodo
senza affettamento
senza competenza
la pianta non meglio identificata.

 

Non sono più io che agisco
C’è una causa superiore e solo così capisco l’inganno
della brutta politica.

 

In quello spazio del senza me
lei subisce,
così rintraccio l’ultima
contorta necessità.
In quella foga mi ergo
a giustiziera e salvo la mimosa
dalla parassita.
Solo dopo saprò
e lo saprò con certezza
che anche la mimosa si è seccata.

 

L’onnipotenza della falce benevola
è la mia forma d’impotenza
verso il vivente.

 

 

Poesie tratte dalla raccolta Cuore allegro, Giulio Perrone Editore 2020

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