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DANTE IN LOVE

Federica Falco | Recensioni   24 Marzo 2021   3 min.

 

Genere: romanzo
Editore: Giunti Editore
Anno di pubblicazione: 2021
Pagine: 204

 

Giuseppe Conte (Imperia, 1945) ha pubblicato raccolte di poesia, come “L’Oceano e il Ragazzo” e “Ferite e rifioriture” (Premio Viareggio), oggi tutte raccolte nell’Oscar “Poesie 1983-2015“, saggi e libri di viaggio tra cui “Terre del mito“, e romanzi, da “Primavera incendiata” a “Fedeli d’amore“, da “Il terzo ufficiale” (Premio Hemingway) a “La casa delle onde” (finalista Premio Strega) e a “L’ adultera” (Premio Manzoni). Nel 2018 esce per Giunti il romanzo “Sesso e apocalisse a Istanbul“. Traduttore di Shelley, Whitman e D.H. Lawrence, grande viaggiatore, cultore appassionato del mito, è impegnato da decenni nella difesa della natura e nel confronto con il pensiero dell’Oriente e dei mistici dell’Islam. Ha tenuto letture e conferenze in 33 paesi del mondo..

 

A settecento anni dalla sua morte, Dante non ha ancora smesso di camminare. Pensiamo alle lunghe occasioni di ambasceria durante la sua attività politica, alle dure peregrinazioni imposte dall’esilio, ma anche al travagliato percorso interiore che consegue all’incontro con Beatrice, fino a comprendere il suo viaggio ultramondano; e poi, ai giorni nostri, i percorsi che hanno portato la sua opera a essere letta e apprezzata ovunque nel mondo, stimolando a sua volta il cammino di molti. Ma se Dante in realtà non ci avesse mai lasciato? Se, oltre che con lo spirito, fosse ancora qui presente per giudicare e lasciarsi coinvolgere nel turbinio delle nostre esistenze?

Giuseppe Conte parte da questo spunto per creare un’opera che omaggi il sommo Poeta e la sua straordinaria parabola di uomo, prima ancora che di politico e letterato. Il Signore dell’Universo, quello di cui ha celebrato la Grazia e indagato i misteri, sembra essersi preso una rivincita nei suoi confronti: come da vivo ha calcato il mondo dei morti, adesso da morto, sotto forma di ombra, è costretto a tornare sulla Terra per una notte all’anno. Il giorno prescelto per questa metamorfosi inversa è proprio il 25 marzo, il giorno di inizio del pellegrinaggio della Commedia. L’unica possibilità di riscatto sarà che qualcuno si innamori di lui: sembra un’impresa impossibile.

Per secoli, Dante rimane ancorato al suo bel San Giovanni, il battistero fiorentino intorno al quale la sua esistenza ha sempre gravitato. Lungo il corso di settecento anni assiste, inosservato, al mutare delle condizioni storiche e materiali della realtà che lo circonda, rimanendo sconvolto e affascinato dalle innovazioni tecnologiche che cominciano a popolare le vecchie strade della sua Firenze. L’unico passatempo di quella che sembra una inespiabile condanna è osservare i volti delle donne di passaggio, cercando in loro una scintilla che rinvigorisca in lui quel fuoco sopito dalla sua immaterialità.

Finché, una notte, incontra Grazia, o Grace, come suona nel suo idioma d’oltreoceano. In lei Dante riconosce un’attrattiva, una speranza, che lo spinge, per la prima volta, ad abbandonare quel luogo tanto familiare. Dante è di nuovo in cammino, è in love, per usare un’espressione che a quella ragazza suonerebbe più familiare. Non è semplicemente innamorato, ma riscopre, dopo tanto tempo, quell’energia che lo ha sempre tenuto in vita. È proprio l’Amore in tutte le sue declinazioni ad aver guidato i suoi passi fino a questo punto; è l’Amore carnale, ma anche quello che prova per i suoi amici e compagni di vita, fino a quello, sublime, che move il Sole e le altre stelle.

Ripercorrendo, attraverso un gioco di ricordi e allusioni, le vicende più significative dell’esperienza terrena di Dante, il racconto apre uno squarcio nell’immagine preconfezionata delle antologie scolastiche, facendoci conoscere la storia di un uomo che si affida all’unica possibilità di riscatto dalla nostra condizione di ombre (o di pallidi riflessi sugli schermi dei nostri computer), e cioè quell’amore che muove tutto, muove Omero e muove il mare.

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