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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

#Recitationes: Lawrence Ferlinghetti

ilRaccoglitore | #Recitationes   24 Febbraio 2021   6 min.

 

 

Il mondo è un gran bel posto

 

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la felicità
non sia sempre
poi tutto ’sto spasso
se non vi dà fastidio un pizzico di inferno
di tanto in tanto
proprio quando tutto fila liscio
perché perfino in paradiso
non stanno sempre lì
a cantare

 

Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la gente muoia
di continuo
o magari stia solo morendo di fame
ogni tanto
il che non è poi così grave
se non si tratta di voi

 

Oh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio più di tanto
qualche mente morta
tra gli alti papaveri
o un paio di bombe
di tanto in tanto
sulle vostre facce rivolte all’insù
o altre consimili sconvenienze
di cui la nostra società Marchio Aziendale
è preda
con i suoi uomini distinti
e i suoi uomini estinti
e i suoi preti
e gli altri vigilantes
e le sue svariate segregazioni
e le investigazioni parlamentari
e le altre stitichezze
di cui la nostra carne cogliona
è erede

 

Sì il mondo è il miglior posto di tutti
per un sacco di cose tipo
prendere parte alla scena divertente
e prendere parte alla scena d’amore
e prendere parte alla scena lacrimosa
e cantare canzoni sommesse e avere ispirazioni
e passeggiare
guardando tutto
e sentendo il profumo dei fiori
e toccando il culo alle statue
e perfino per pensare
e baciare le persone e
per fare bambini e portare i calzoni
e salutare sventolando il cappello e
per ballare
e andare a nuotare nei fiumi
o a fare picnic
in piena estate
e in generale proprio per
«spassarsela»

 


ma poi proprio sul più bello
arriva sorridente

 

il becchino

 

Traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan

 

 

*

 

 

Poeta cieco
da eseguire bendati e con un bastone

 

Io sono un poeta cieco
Io sono il vostro poeta e pittore cieco
pieno di espressioni e immagini fantastiche
Sto dipingendo il paesaggio della mia anima sottomessa
e dell’anima del genere umano
per come la vedo io
Le sto dando voce
Sto cantando canzoni popolari
sulle oppresse masse
e sui ricchi dalle chiappe grasse
Io sono il pittore che sente
con le dita
Io sono il poeta visionario cieco
Io vedo quello che voi non vedete
Io mangio bene e bevo bene
e sogno i grandi poemi epici
Io sono il vostro artista multimediale
postmoderno oltremoderno
Io sono il più avan- dell’avanguardia
Io sono site-specific e assolutamente concettuale
Perfino i massimi critici sono rimasti sconcertati
dalla mia profondità
Una volta ho incontrato Andy Warhol
E sono andato a letto con voi sapete chi
E sono un uomo che parla veloce
il vostro poeta dalla lingua decostruita
il vostro poeta stratosferico
pieno di estasi e visioni
il vostro nomade poeta da gruppo di scrittura creativa
il vostro irsuto poeta da università
professore ordinario
il vostro più silenzioso poeta buddista
Io mi faccio tournée di letture di poesia
spesato da cima a fondo
Io sento tutto
ed è pane per i miei denti
Lo uso fino in fondo
per fare grande poesia sonora
o grande poesia concreta
impenetrabile per chiunque
La vita è un sogno reale
e io lo sto sognando
E ho tutto nella testa
il Cantico dell’Umanità
e il Cantico della Disumanità
Vi dipingerò un quadro profondo
un quadro d’azione
un quadro gestuale
nient’altro che puro gesto
Vi scriverò una poesia stratosferica
sulla gente comune
Se mi tolgo la maschera
vedrò il mondo reale
per la prima volta
Ma non me la tolgo
Mi si adatta troppo bene
Alla perfezione
È troppo comoda
E devo pensare alla mia carriera
pensare alla mia vita
Si vive una volta sola
e vivere benissimo è la miglior vendetta
Trovatevi la vostra benda per gli occhi
La mia non ve la do
Dovrete affrontare il mondo senza
E ad ogni modo sono troppo giovane per morire
Io sono Americano
e gli Americani non muoiono
Noi siamo i conquistadores
Siamo i nuovi imperatori romani
Stiamo conquistando il mondo
È l’impero invisibile
del sorridente capitalismo rapace
E la democrazia è il capitalismo
Niente più poveri
Niente più gente che muore di fame
Niente più masse accalcate nel nostro impero
La marea montante tiene su tutte le barche
Sempre che ce l’abbiate, una barca

 

Traduzione di Damiano Abeni

 

 

*

 

 

Manifesto populista

per i poeti, con amore

 

Poeti, uscite dai vostri studi,
aprite le vostre finestre, aprite le vostre porte
siete stati ritirati troppo a lungo
nei vostri mondi chiusi.
Scendete, scendete
dalle vostre Russian Hills e dalle vostre Telegraph Hills,
dalle vostre Beacon Hills e dalle vostre Chapel Hills,
dalle vostre Brooklyn Heights e dai Montparnasse,
giù dalle vostre basse colline e dalle montagne,
fuori dalle vostre tende e dai vostri palazzi.
Gli alberi stanno ancora cadendo
e non andremo più nei boschi.
Non è il momento ora di sedersi tra loro
quando l’uomo incendia la propria casa
per arrostire il maiale.
Non si canta più Hare Krishna mentre Roma brucia.
San Francisco sta bruciando
La Mosca di Majakowskij sta bruciando
i combustibili fossili della vita.
La notte & il cavallo si avvicinano
mangiando luce, calore & potere
e le nuvole hanno i calzoni.
Non è il momento ora di nascondersi per l’artista
sopra, oltre, dietro le scene,
indifferente, tagliandosi le unghie,
purificandosi fuori dall’esistenza.
Non è il momento ora per i nostri piccoli giochi letterari
non è il momento ora per le nostre paranoie & ipocondrie,
non è il momento ora per la paura & il disgusto,
è il momento solo per la luce & l’amore.
Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione
distrutte dalla noia ai reading di poesia.
La poesia non è una società segreta,
né un tempio.
Le parole & i canti segreti non servono più.
L’ora di emettere l’OM è passata,
viene l’ora di cantare un lamento funebre,
un momento per cantare un lamento funebre & per gioire
sulla fine in arrivo
della civiltà industriale
che è nociva per la terra & per l’Uomo.
Il momento ora di esporsi
nella completa posizione del loto
con gli occhi bene aperti,
il momento ora di aprire le nostre bocche
in un nuovo discorso aperto,
il momento ora di comunicare con tutti gli esseri coscienti,
tutti voi, “Poeti delle Città”
appesi nei musei, includendo me stesso,
tutti voi poeti del poeta che scrive la poesia
sulla poesia
tutti voi poeti di poesia da workshop
nel cuore giungla d’America
tutti voi addomesticati Ezra Pound,

 

tutti voi poeti pazzi, sballati, da college
tutti voi poeti della Poesia Concrete pre-compressa,
tutti voi poeti cunnilingio,
tutti voi poeti da gabinetto a pagamento che vi lamentate con graffiti,
tutti voi ritmatori da metropolitana che non ritornate mai sulle betulle,
tutti voi padroni della segherie haiku

 

nelle Siberie d’America,
tutti voi non realisti senza occhi,
tutti voi supersurrealisti autonascosti,
tutti voi visionari da camera da letto,
ed agitprop da gabinetto,
tutti voi poeti alla Groucho Marxista

 

e Compagni di ozio di classe
che restano inattivi tutto il giorno
e che parlano del lavoro di classe del proletariato,
tutti voi anarchici Cattolici della poesia,
tutti voi Neri Montanari della poesia,
tutti voi Bramini di Boston e bucolici di Bolinas,
tutti voi baby-sitters della poesia,
tutti voi fratelli zen della poesia,
tutti voi amanti suicidi della poesia,
tutti voi capelluti professori della poesia,
tutti voi critici di poesia
che bevete il sangue dei poeti,
tutti voi Poliziotti della Poesia –
Dove sono i figli di Whitman,
dov’è la grande voce che parla ad alta voce
con un senso di dolcezza & di sublimità,
dov’è la nuova grande visione,
la grande visione del mondo,
l’alta canzone profetica
dell’immensa terra
e tutto ciò che canta in essa
e il nostro rapporto con essa –
Poeti, scendete
nelle strade del mondo ancora una volta
e aprite le menti & gli occhi
con la vecchia delizia visuale,
schiarite la gola e parlate più forte,
la poesia è morta, lunga vita alla poesia
con occhi terribili e forza di bufalo.
Non aspettate la rivoluzione
o succederà senza di voi.
Smettete di mormorare e parlate ad alta voce
con una nuova poesia completamente aperta
con una nuova comune-sensuale “comprensione-pubblica”
con altri livelli soggettivi
con altri livelli sovversivi,
un diapason nell’orecchio interno
per colpire sotto la superficie.
Del vostro dolce Io che ancora cantate
ancora esprimete “la parola en-masse” –
Poesia il veicolo comune
per il trasporto pubblico
verso luoghi più alti
di altre ruote che possono portarla.
Poesia che ancora cade dai cieli
dentro le nostre strade ancora aperte.
Loro non hanno ancora alzato barricate,
le strade animate ancora con visi,
uomini & donne attraenti camminano ancora qui,
dovunque ancora attraenti creature,
negli occhi di tutti il segreto di tutti
qui ancora sepolto,
i selvaggi figli di Whitman qui ancora dormono,
si svegliano e camminano nell’aria aperta.

 

Giugno 1975

 

Traduzione di Romano Giachetti e Bruno Marcer

L'autore







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