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Eleanor Oliphant sta benissimo

Federica Falco | Recensioni   27 Luglio 2020   3 min.

 

Genere: romanzo rosa
Editore: Garzanti
Pagine: 352
Anno edizione: 2018


L’autrice: Gail Honeyman (Stirling, Regno Unito, 1972) è nata e cresciuta in Scozia, coltivando da sempre l’interesse per la scrittura. Eleanor Oliphant is completely fine (2017) è il suo primo romanzo, che ha riscosso un clamoroso successo vincendo il Costa First Novel Award ed è stato venduto in più di 40 paesi
.

 

 

 

«Io esisto, no? A volte ho la sensazione di non trovarmi qui e di essere un frammento della mia immaginazione. Ci sono giorni in cui i miei legami con la terra mi sembrano così labili che i fili che mi tengono fissata al pianeta sono sottili come una ragnatela, come zucchero filato…”

Eleanor Oliphant esiste, anche se il mondo a volte sembra dimenticarsene. Lei è sempre lì presente, immersa nella bolla che la rassicura e le permette di mantenere un certo decoro. L’appartamento è la sua tana, il luogo dove la routine acquista spessore e calore, proteggendola dai cattivi pensieri. Al di fuori, la vita non sembra avere molto da offrire: il mondo intorno a lei scorre incomprensibile, perché nessuno si è mai preso la briga di raccontarglielo.

Nonostante tutto, le cose vanno benissimo. Il suo lavoro all’agenzia di design è sicuro, la paga è adeguata, e la sua laurea in lettere antiche le permette di risolvere con destrezza anche il più difficile dei cruciverba. Poi c’è la pizza del venerdì, il vino e l’immancabile vodka acquistata dal supermercato sotto casa. Il week-end passato nel silenzio più completo sfuma dolcemente nell’autobus urbano del lunedì mattina. La sua vita è in ordine. Eleanor Oliphant sta benissimo.

La realtà però, con tutte le sue irragionevolezze e contraddizioni, non è eludibile. Un giorno essa acquista le sembianze di un giovane musicista in erba, che la conquista immediatamente. La ricerca spasmodica di informazioni sul suo conto e la volontà di apparire presentabile negli ambienti che potrebbero frequentare insieme, le impone un restyling completo della sua immagine. La ricerca di un’anima gemella sembra essere la risposta a tutti i suoi problemi. Contemporaneamente però, un’altra fenditura si apre nel suo cuore martoriato ed anestetizzato: un giovane addetto ai computer, Raymond, e un vecchio signore in difficoltà, Sammy, entrano nella sua vita in mondo inaspettato e dirompente.

Attraverso il loro incontro, Eleanor si imbarca in un percorso silenzioso, doloroso, ma di straordinaria potenza umana, tanto per la protagonista quanto per il lettore. Niente trasformazioni lampo, ne’ magici colpi di scena. Solo la storia di una donna che riscopre sé stessa attraverso il contatto con gli aspetti più essenziali e “normali” della vita: una carezza, un regalo, un’ora del proprio tempo dedicata a qualcuno. Quella “normalità” a cui lei, in fondo, aveva sempre aspirato, senza essere mai stata pienamente convinta di meritarla. Anche il passato, e i suoi segreti tenuti celati troppo a lungo, cominciano a fare capolino, tornando a scottare come in quel giorno di tanti anni prima, in cui tutto è crollato.

Con una prosa agile e a tratti ironica, il romanzo si confronta con gli aspetti più delicati dell’esistenza, a partire dalla prospettiva intima e straniante della protagonista. La forza della sua narrazione sta nella costruzione di un personaggio memorabile, che si confronta con la domanda più irriducibile: come fa un sacco ambulante di carne ed ossa, una persona fragile e piena di difetti, ad essere meritevole di amore?

Lasciatevi trasportare da questo racconto semplice e crudo, che vede l’essenziale e non tollera il superfluo di quelle che Eleanor definisce “convenzioni borghesi”. Una lettura che ci può far tornare a respirare, e ad apprezzare i gesti più semplici che cercano, costantemente, di fare breccia nella solitudine che ci accomuna.

 

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