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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

#Recitationes: Roberto Bernasconi

ilRaccoglitore | #Recitationes   9 Giugno 2020   2 min.

 

1.

 

«No, non mi scioglie il vederti sorridere
‒ disse –
ma l’oblio che ti apre con due dita.»

Ho confidato nel canto che denuda la pace terrestre,
la guerra umana,
il sentimento elegiaco di morte – e la rosa
nel letto di un anemone.

«L’amore esiste al di là della carne»
risposi, sfiorandolo
con le parole di sempre.
E di nuovo l’ho perdonato
al suono della campana della sera.

 

 

2.

 

                            au jardinier

Rendi ossimori due parole complementari,
un simbolo e un concetto,
come prendere i petali di un fiore,
stenderli sulla madia,
passare a rullo il matterello –
scrivere sonetti sul male e le sue origini.

Hai anelato all’arcano dei giardini
dove il sangue di un bimbo ferito, in un gioco,
si mescola con l’erba e canta
litanie agli spiriti dell’Uomo.

 

 

3.

 

Il cielo non attende chi lo possa
mettere sulla carta, o tra due lettere
matematiche, o in tre, in quattro, in due, in sette
formule razionali, in una mossa

di scacchi: sì, egli possiede una grossa
responsabilità. Dobbiamo ammetterlo,
nessuno si sentirebbe alle strette
se vegliasse in silenzio ogni sua scossa.

E fare i pensatori o il non pensare
sarebbe totalmente indifferente
anche di fronte alle cose più care

‒ e prendere una penna o una matita,
o uno scalpello, o vivere da gente
stupita, o stringere, vuote, le dita.

 

 

4.

 

E non a caso, Ester, l’uomo e la donna
hanno amato le costellazioni
– le loro rivoluzioni e le loro rotazioni
per trarre gli oroscopi, e i segni
zodiacali, e i personaggi del mito:
è Orione: avanza; e quello, quello
è il Sagittario del dodici dicembre, e lassù
sono i Gemelli del nove giugno,
ed ecco: il Leone, sedici di agosto.
E non a caso hanno amato i miraggi
dei deserti; ché nel deserto senza volerlo
incontrarono la natura sbagliata
di una corrotta divinità.

Per un gioco di prospettiva hanno
prestato fede ai loro occhi, all’amore
attraverso il senso sbagliato. Ma io, che sono
uomo e donna come tutti, rimpiangerei
l’errore dell’ignoranza anche tra cent’anni:
non c’è legge partigiana a cui l’uomo,
macchiato dall’ombra di un bacio,
non debba consegnarsi – in nome di un amore,
di un amore più grande.

 

 

5.

 

Abbiamo stretto un patto, a tua insaputa:
portava la forma di ballata, di ballata all’Umanità.
«Ti paragono agli abissi marini,
agli uccelli, all’aria primitiva» diceva.
Poi avevamo evocato «il viver dei selvaggi,
la religione, il progresso, gli inverni grigi e le estati».

Ma cosa è rimasto di tutti i versi ispirati?
L’umanità che distrugge,
l’umanità lamentosa,
l’umanità pentita. «Oh poveri uomini!»
La prima, che tesse la metafora della morte.
La seconda, che veglia l’ultimo atto sui figli
di Caino, ciechi, corruttibili.
La terza, che è l’umanità di Abele,
la più saggia nel cambiamento.

Del patto che aveva la forma di ballata
tre i firmatari:
io, tu, e non ricordo. Credimi, tra noi
eri l’unico vincolato alla premessa iniziale.

 

L'autore







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