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Notre-Dame de Paris

Federica Falco | Recensioni   29 Maggio 2020   3 min.

 

Genere: romanzo
Editore: BUR
Pagine: 541
Anno edizione: 2007

 

L’autore: Victor Hugo (Besançon, 26 febbraio 1802 – Parigi, 22 maggio 1885) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, considerato il padre del Romanticismo in Francia. Tra le sue più acclamate opere in prosa troviamo Notre Dame (1831) e I Miserabili (1862). 

 

 

Ci troviamo nella grande sala del Palazzo di Giustizia di Parigi. È il 6 gennaio 1482, giorno dell’Epifania. Da qualche ora, il sagrato e l’androne si sono riempiti di una folla che si accalca, strepita e vocia, ognuno nella propria parlata. Sembra che tutta la città sia qui riunita per assistere al Mistero che verrà presto inscenato sul palco. Gringoire, l’autore, scalpita dietro le quinte, ansioso di presentare al pubblico i frutti della sua arte, un gioiello prezioso che lo aiuta, assai prosaicamente, a mettere il pane sulla tavola. Ma il governatore generale, grande ospite della mattinata, sembra tardare; dunque, gli addetti all’ordine pubblico si affrettano a rassicurare la platea perché, d’altro canto, il miglior mezzo per far attendere il pubblico sta nell’asserirgli che si sta per cominciare.

Lo spettacolo però, non andrà a buon fine. Mille ritardi, impedimenti, distrazioni, non consentiranno al Mistero di proseguire, disperdendo noi e il suo pubblico tra le strade della città. Tuttavia, proprio da questo apparente insuccesso, ecco prendere vita un dramma molto più coinvolgente, avente come quinte le vie parigine e le guglie della cattedrale di Notre Dame. Così come hanno fatto i presenti alla messinscena del Mistero, con sommo scorno del suo autore, non rimaniamo dunque ancorati ai nostri posti, ma lasciamoci trasportare in questo groviglio di percorsi, curiosi nell’apprendere le vicende storiche che impregnano ogni angolo della città, ed empatici quanto basta per lasciarci ferire dalla spigolosità del comportamento umano.

Seguendo le guizzanti trame del racconto incontreremo volti sicuramente familiari, come Claude Frollo, Esmeralda, Phoebus e il Gobbo, personaggi entrati a far parte dell’immaginario collettivo attraverso i media più disparati, dal celebre cartone Disney alla rappresentazione musical. Conoscerli nella loro veste originale ci permetterà però di sondare a fondo i moti del loro cuore, scoprendo le motivazioni ultime della così vasta popolarità. Le loro vicende sono frenetiche e tumultuose, ma al tempo stesso perfettamente congeniate, condotte dall’autore con il chiaro intento di studiare l’animo umano, nel quale non si può sapere a qual segno ribolla e tempesti questo mare delle passioni quando gli si nega ogni sbocco; come cresca, come si gonfi, come trabocchi, come scavi il cuore, come scoppi in singhiozzi interiori e in sorde convulsioni, finché non abbia sfondato le sue dighe e rotto il suo letto.

Oltre a un’immersione narrativa di altissimo livello, Notre Dame possiede la caratura di un romanzo storico di prim’ordine. L’ambientazione quattrocentesca è ricostruita nei minimi dettagli, con una verosimiglianza che permette al lettore di camuffarsi pienamente tra le folle che animano i vicoli della città. La vera protagonista indiscussa di tutto lo svolgimento è infatti la stessa Parigi, una grande metropoli il cui baricentro gravita costantemente sulla sua meravigliosa cattedrale, Notre Dame. Alla stessa architettura, di cui Hugo è profondo conoscitore, sono dedicate intense pagine di riflessione, che ne spiegano l’essenza in rapporto alla costruzione della Storia.

La profondità storica del romanzo non si limita però a costruire un involucro accademicamente verosimile, ma indaga la realtà e la mentalità del tempo con uno sguardo estremamente acuto. Il mondo dove si svolgono le vicende è quello spaccato da una evidente frattura, che divide il Medioevo delle istituzioni da una realtà cittadina costantemente in movimento; proprio da uno dei passi più celebri che affronta questa tematica emerge la famosa e problematica citazione Il libro ucciderà l’edificio.

Se è vero che la storia è maestra di vita, ciò prende ancora più forza quando essa è incarnata nelle vicende di personaggi memorabili con i quali confrontarci; in questo periodo “sospeso” non priviamoci della possibilità di crescere, anche attraverso le pagine di questo romanzo.

 

L'autore







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