• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Nuove Voci Raccontano: Tiziana Elsa Prina

Francesca Ghezzani | Nuove Voci Raccontano   17 Marzo 2020   6 min.

 

Nella rubrica “Nuove Voci Raccontano” vi parlo questa volta della casa editrice Le Assassine diretta da Tiziana Elsa Prina, con sede a Milano, più volte definita una boutique editoriale che pubblica letteratura gialla, declinata nei suoi vari sottogeneri.

Pur spaziando dall’enigma della camera chiusa al thriller psicologico, al noir, una delle sue peculiarità è quella di scegliere solo scrittrici straniere e storie in cui le donne sono nel bene e nel male al centro della vicenda, talvolta vittime e talaltra vessatrici.

 

Tiziana, che differenza c’è tra le due collane Oltreconfine e Vintage a cui hai dato vita?

La collana Oltreconfine è dedicata alle scrittrici contemporanee e propone autrici che abitano i vari angoli della Terra, accomunate dalla stessa passione per il giallo ma diverse nelle loro interpretazioni. Grazie alle loro storie desideriamo far conoscere realtà diverse, per questo finora abbiamo pubblicato romanzi di autrici che vengono dalla Germania, Francia, Marocco, Malesia, Canada, e anche dal Botswana. Prossimamente ci saranno scrittrici della Repubblica Ceca, della Spagna e dell’Algeria.

La collana Vintage è invece rivolta al passato e alla scoperta di scrittrici   che a vario titolo sono state pioniere della letteratura gialla e che in Italia non sono mai state tradotte. Alcune sono ormai cadute nell’oblio, altre sono tuttora lette nei loro Paesi o hanno premi dati in loro onore. Abbiamo proposto le loro opere in chiave moderna, senza cancellare del tutto la polvere del tempo che le ha rese solo più preziose.

 

Il periodo Vintage quale fascia storico-letteraria comprende e che caratteristiche ha?

Per ora abbiamo privilegiato scrittrici che hanno preceduto o che sono state contemporanee delle grandi Queens of Crime: mi riferiscono ad Agatha Christie, Dorothy Sayers, Margery Allingham e Ngaio Marsh. Ma abbiamo anche qualche autrice che ha scritto verso la fine della Golden Age del giallo classico, fra le due guerre mondiali. Era infatti nostra idea dare un’impronta ben netta alla nostra ricerca, ovvero mostrare le caratteristiche della detective story classica, quella per intenderci che ha decretato la nascita del giallo così come abbiamo imparato a conoscerlo. Penso, tuttavia, che faremo poi viaggi a ritroso nel tempo: si può addirittura arrivare al Settecento per scoprire i primi elementi di letteratura gialla in una scrittrice come Ann Radcliff e il suo Misteri di Udolfo del 1796.  Proseguiremo anche in un viaggio verso il futuro alla scoperta dell’hard-boiled femminile, che si manifesterà negli Stati Uniti molto dopo quello classico di Dashiell Hammett verso la fine degli anni Venti e di Raymond Chandler negli anni Trenta.

 

 

 

Perché a parte la celeberrima Agatha Christie sembra non esserci nessun’altra?

Certamente Agatha Christie è la più nota, se consideriamo che i suoi romanzi sono i più tradotti in assoluto. Secondo l’Index Translationum del database Unesco, Agatha Christie è stata tradotta in 103 lingue e ha venduto 4 miliardi di copie. Tuttavia per chi è cultore del genere, anche Dorothy Sayers, Margery Allingham e Ngaio Marsh sono ben note e non per niente vengono tutte insieme chiamate Queens of Crime. A parte ovviamente la capacità di creare trame avvincenti e fruibili a un grande pubblico, credo che la loro fortuna sia dovuta in parte alla loro longevità e alla bravura dei loro editori. Ci sono infatti altre autrici da riportare alla luce. Diciamolo pure, anche Agatha Christie ha attinto da loro, anche se non hanno raggiunto la stessa fama. Un piccolo esempio: Marie Belloc Lowndes, di cui abbiamo pubblicato Luna di miele da incubo, aveva inventato il personaggio di Hercule Popeau… non vi sembra che ci sia una certa somiglianza con Hercules Poirot?  Ma non è l’unico esempio.

 

Che differenza c’è nella stesura, nello stile, nelle tecniche narrative tra giallisti uomini e gialliste donne del passato e del presente?

Il discorso sarebbe molto lungo, infatti dovremmo prima di tutto fare una distinzione fra le varie epoche. Prendendo per esempio quella del Golden Age che si situa fra le due guerre mondiali, direi che l’interesse principale era rivolto alla trama che doveva funzionare bene e in un certo senso sfidare il lettore in un fair play per arrivare al responsabile del crimine. Oggi mi sembra che gli scrittori si dedichino maggiormente al noir, con la descrizione di ambienti in cui spiccano i personaggi, o al thriller che invece mira a creare quella carica adrenalinica, quella suspence fino allo scioglimento finale, una specie di catarsi che ricorda la tragedia greca.

Se vogliamo poi fare una distinzione tra scrittura maschile o femminile, prima di tutto vorrei dire che esiste una bella scrittura e una brutta scrittura che è dunque indifferente al genere, ma aggiungerei però che in quella femminile vi è più ricerca psicologica, più attenzione alla natura dei personaggi, mentre in quella maschile più azione. Del resto come dice una nota giallista, Val McDermid, chi meglio delle donne potrebbe mai descrivere situazioni di tensione e di paura, visto che sono quelle che la sperimentano più spesso?

 

E tra i personaggi detective più noti della letteratura – del calibro, tra gli altri, di Miss Marple, Hercule Poirot, Sherlock Holmes, Sam Spade – quali sono le analogie e le differenze?

Sherlock Holmes è il detective per definizione, dotato di capacità deduttive superiori che lo portano appunto a risolvere casi apparentemente irrisolvibili. In Miss Marple e in Hercule Poirot troviamo, a mio avviso, un certo fair play, ovvero chi scrive fa partecipe il lettore nella risoluzione del caso. Nel Detection Club, fondato appunto nel 1930 in Inghilterra dai giallisti più prestigiosi, vi sono regole come quella in cui si dice che il detective non può scoprire un indizio che non sia all’istante presentato anche alla verifica del lettore, dunque ciò significa un vero e proprio coinvolgimento di chi legge, che in un certo senso non è ritenuto da meno dell’investigatore…o quasi.  Con Sam Spade e Philip Marlowe siamo su un altro pianeta, loro non si limitano a risolvere i casi, ma affrontano i pericoli di una metropoli violenta e sulfurea agendo come eroi solitari, insomma dei veri maschi.

 

Dietro ai gialli di un tempo e a quelli odierni si cela spesso una denuncia sociale?

Dipende. Tuttavia anche in quelli che non presentano una denuncia sociale in modo esplicito, possiamo sempre trovare una lettura del tempo in cui sono stati scritti, soprattutto per quanto riguarda la condizione femminile. Non a caso le prime donne che indagano su un qualche crimine non sono donne indipendenti che lo fanno per professione, ma sono costrette a investigare perché vittime di soprusi o per liberare l’amato dal sospetto di avere commesso un crimine. In seguito troveremo detective dilettanti che indagano per passione o per curiosità, e che poi spesso lasciano la soluzione finale nelle mani di un vero ispettore, maschio s’intende. Nel giallo classico inglese vi è poi una rigorosa accettazione delle distinzioni di classe e inoltre una rassicurazione per il lettore: l’ordine sociale dominante viene sempre riconfermato dopo il caos e il sovvertimento delle regole che un crimine comporta. Bisognerà aspettare gli anni Settanta dello scorso secolo per avere le prime vere detective, soprattutto americane. Ricordiamoci che il Pay Act e il Sex Discrimination Act risalgono al 1975. Comunque per tornare alla denuncia sociale, credo che esista in molti dei gialli odierni, anzi nella nostra collana Oltreconfine cerchiamo appunto di descrivere oltre alla crime story le condizioni di vita dei personaggi che la animano.   

 

Domanda di rito di questa rubrica: se fossero fiabe o favole, cosa racconterebbero?

Be’, in genere racconterebbero di come il bene trionfa sempre sul male, di come l’ordine costituito ha sempre la meglio e ricompone il caos che attraverso la narrazione di un crimine ci viene proposto.

 

Un’ultima curiosità… che differenza esiste tra il giallo a suspence, deduttivo, hard boiled, psicologico, noir?

Non vorrei annoiare i lettori ripetendo quello che ho già detto sopra, per cui sarò molto sintetica.

Il giallo a suspence o thriller è quello in cui il delitto è compiuto o in via di compimento. L’interesse sta nella caccia al colpevole e se questo sarà individuato.

Nel giallo classico, definito anche giallo deduttivo, un investigatore scopre l’autore di un delitto in base a indizi più o meno nascosti e fuorvianti, generalmente tutto si svolge in una cerchia ristretta di persone. Vi fa parte il cosiddetto enigma della camera chiusa in cui la vittima viene uccisa in un contesto “impossibile”, ad esempio all’interno di un ambiente apparentemente sigillato dall’interno (nella collana Vintage ne abbiamo più di uno).

Come ho già accennato prima, nell’hard-boiled l’importanza viene data soprattutto alla figura dell’investigatore che conduce l’indagine e che usa anche metodi violenti per affermare la giustizia.

Il noir invece presenta sempre storie enigmatiche, in cui l’attenzione è posta più sull’ambiente in cui avvengono le vicende criminali e sulla psicologia dei personaggi. Talvolta non mancano i risvolti sociali, con una finalità di denuncia o di racconto delle condizioni di chi subisce soprusi e violenze.

Per quanto riguarda invece il giallo psicologico l’accento è posto sull’aspetto caratteriale del protagonista e sui rapporti tra i vari personaggi. Spesso siamo di fronte a un eroe negativo di cui si privilegia il lato introspettivo, utile talvolta nel far procedere la narrazione.

 

 

 

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

8 + 6 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Seguici su

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2020 - giovedì 02 Aprile, 2020 08:48