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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

La favola di Ariadne: Primo episodio, terza parte

 

PRIMO EPISODIO
III Parte

 

[…]

CORO

– La ragazza è folle.

– In che pericolo vuole cacciarsi?

– Come se fosse bello
finire nella nostra situazione
senza volerlo!
– Io non dubiterei della sua sincerità.

– Nemmeno io, la sua è solo
follia.

– Non dimenticatevi
che fu sua madre a unirsi col toro…

– Ma dobbiamo fidarci di lei
fino in fondo?

 – Io penso di sì.

Tu, Teseo, che dici?

 

TESEO

 Non avrebbe

ragione per ingannarci.

 

CORIFEO

Più in basso di così non si può cadere.

 

TESEO

Aspettiamo e vediamo fino a che punto
si spingerà l’amore di una donna.

Ha già rinnegato se stessa e la sua famiglia

per me, per il figlio dell’assassino
di suo fratello.

 

CORIFEO

Non riesco proprio

a comprenderlo…

 

TESEO

Lo capiremo

quanto tutto sarà compiuto. Voi state pronti.

 

CORIFEO

Se gli dèi ci hanno mandato questo segno
è perché sia colto.

 

TESEO

Lasciamo stare gli dèi

e teniamo gli occhi aperti dinanzi a noi.
Ogni singolo momento, qui, è vita o morte.

 

CORIFEO

Più morte che vita.

 

TESEO

Ma una dea soltanto potrebbe capovolgere la sorte
a suo o a nostro favore. Anche i ladri
credono in lei, quando sono colti
con le mani nel sacco.

 

CORO

– Una dea? Sappiamo a chi ti riferisci.
– Pregare lei è come pregare il nulla,
perché il futuro stesso
è nulla.
– Ma è inevitabile affidarsi
alle sue mani, quando
fare un passo risulta difficile.
– Tale è il senso del suo nome: Speranza.

– In qualunque parte del mondo
tu sia conosciuta,
in qualsiasi modo
tu venga raffigurata,
negli affreschi, nelle sculture,
nel bronzo o nel marmo, dea Speranza, ascoltaci!
– Sei la tremenda trepidazione
che può tramutarsi in gioia…
– … o in dolore.
– Ma sempre cara a chi crede
nel progresso, e pone nelle sorti
dell’umanità
lo sviluppo del pensiero.
– Le grandi scoperte procedono
con te, passo dopo passo, sebbene
nascano da una condizione dolorosa.
– Ma di fronte a un possibile mutamento
accompagni il genio umano
a scoprire le tracce
della Natura.
– Così, dea Speranza,
tu sei la luce.
– E chi si affida a te
avrà da attendere la più eccelsa felicità
anche nella sorte più buia.
– Ne siamo convinti.

 

TESEO

Eccola, la figlia di Minosse… Ammetto
di avere timore ora che tutto si fa vicino.

 

CORIFEO

Noi temiamo per te più che per la nostra salvezza.

 

TESEO

Sarò eroe o martire, martire o eroe.

 

CORIFEO

Vivo o morto avrai la tua gloria.

 

Ariadne e il suo servo rientrano in scena.

 

ARIADNE

Ho cercato di fare il più in fretta possibile.

 

CORIFEO

Cosa hai portato?

 

ARIADNE

Guardate voi.

 

CORIFEO

Un spada.

 

ARIADNE

Una spada, sì. Mio padre
la ricevette in dono dal re di Cipro,
che a sua volta la ebbe da Afrodite,
signora della sua isola.
C’è chi sostiene
che soltanto le anime più pure,
toccandola, non ne rimangano
ustionate. Non mi sorprende,
Minosse non ha mai voluto
tenerla tra le mani.

 

CORIFEO

E quell’altro, cos’è?
Fa’ vedere!

 

ARIADNE

È un gomitolo

di lana, un dono prezioso.

 

CORIFEO

Infatti è tinto di rosso porpora.

 

ARIADNE

Con la porpora di Tiro.
E intorno al filo di lana
uno più sottile, d’oro.

 

CORIFEO

Che vuoi farci con un gomitolo di lana?

 

TESEO

Legherà un estremo del filo
alla colonna che vedete là,
a lato dell’ingresso.
L’altro, invece, circonderà
il mio polso.

 

ARIADNE

E portandoti dietro lo strascico
sottile, segnerai i passi
appena percorsi. Così ti sarà
facile tornare
al punto di partenza.

 

CORIFEO

Anche le Moire stringono tra le mani
un filo di lana. È la vita dell’uomo.

 

Ariadne lega il filo a una colonna posta fuori dal portale del Labirinto.

 

TESEO

Compagni, è giunto il momento.

 

ARIADNE

Non vuoi stare con noi ancora un po’?
Intoneremo preghiere agli dèi,
e canti alla grande madre d’amore.

 

TESEO

Annodamelo al polso, per favore.
… No, devo fare in modo che tutto
si compia il più presto possibile.

 

ARIADNE

Hai ragione. Aspettare non serve
a nulla.

 

TESEO

Gioiremo quando ci sarà

qualcosa di cui essere lieti.

 

ARIADNE

E noi attenderemo, qui, quel momento
come se non ci fossero altre ragioni
per vivere.

 

TESEO

Pensate a voi

mentre io sarò a compiere la mia impresa.

 

ARIADNE

Penseremo al più grande tra gli eroi.

 

TESEO

O al più grande tra i martiri.

 

ARIADNE

Non possiamo ignorare
la tua sorte. Perciò non staremo
in silenzio, di fronte agli
dèi di lassù.

Te ne vai di già?

 

TESEO

È tutto pronto. Non aspetterò ancora.

 

ARIADNE

Portati dietro uno dei tuoi compagni!

 

TESEO

Non voglio. È meglio che
affronti il mostro da solo.

 

ARIADNE

Verrò io, allora!

 

TESEO

Assolutamente no.

 

ARIADNE

Perché?

 

TESEO

Te lo proibisco.
Hai già fatto troppo
per noi.

 

ARIADNE

Allora verrà

il mio servo.

 

SERVO

No, Ariadne,

scòrdatelo!

 

TESEO

Ha ragione. Mi sarebbe solo d’intralcio.

 

ARIADNE

E io dico che verrà con te.
Vi devo ricordare che ho ancora
in mano la sua vita?

 

TESEO

Non soltanto la sua.

 

ARIADNE, al servo

Vai, tu, senza fare storie!
Non ti è stata concessa
la libertà di opporti
al mio volere. Anche
nel tradimento sono la figlia
del tuo sovrano.

 

SERVO

Meglio morire in quel Labirinto che
vivere nella colpa verso tuo padre.

 

ARIADNE, a Teseo

Sarai cauto? Promettimelo!

 

TESEO

Mi comporterò come devo.

 

ARIADNE

Puoi sempre tirarti indietro,
e combattere Minosse
su un altro fronte.

 

TESEO

Mai

sarò tacciato di codardia
dinanzi ai miei fratelli
di patria.

 

ARIADNE

Nessuno lo vorrebbe da te.
Allora va’, Teseo! Sappi
che ti aspetterò.

 

Teseo e il servo entrano nel Labirinto.

 

Ah, chi prendo in giro?

Il timore di non vederlo più
mi uccide, come se in quell’antro maledetto
fosse entrato un comune mortale;
come se l’eroismo fosse una bugia.

 

CORIFEO

Di imprese eroiche lui ne ha affrontate.

 

ARIADNE

Di ben peggiori e di più difficili,
senza alcun aiuto. Ma il pensiero
della sua morte è troppo forte
perché io possa sopportarlo.

 

CORIFEO

Abbi fiducia!

 

ARIADNE

In lui di certo non manca.

 

CORIFEO

Per lui, lo sai, non devi pensare
nulla che non sia il bene.

 

ARIADNE

Intanto mi consacrerò
agli dèi, in tacita preghiera.
Le suppliche salgono su, in cielo,
e siedono ai piedi del trono
di Zeus perché lui le ascolti.

 

CORIFEO

Le ascolterà se è un dio buono;
e noi non vogliamo dubitarlo.

 

ARIADNE

A quale dio vi appellerete voi?

 

CORIFEO

A nessuno. In questo momento
vogliamo solo ricordare.
Qualunque sia il futuro
è sempre un bene tenere presente
da dove siamo venuti.

 

ARIADNE

Per non dimenticarlo?

 

CORIFEO

Le nostre origini non verranno
mai dimenticate.
Ma si impara a piegare il ramo
facendolo scorrere tra le dita
fin quando non balza al tatto
la parte più flessibile…
Certe volte cantare il passato
ci aiuta quasi ad essere felici.

 

ARIADNE

Cantate, allora!, qualunque sia
la vostra ragione, e il vostro futuro.

 

CORO

– Atene, nobile figlia dell’Attica,
forse da questa disgrazia
che affligge l’Acropoli
e la reggia degli antichi re,
saremo i primi a salvarci.
– Poco fa non ci saremmo
immaginati tutto questo.
– Abbiamo visto il mare aprirsi
dinanzi a noi,
senza godercelo come
avremmo dovuto – c’è cosa
più bella del mare?
– L’azzurro delle sue onde
sembrava fatto di lacrime.
– Il verde delle sue alghe
trascinava con sé i nostri dolori,
indietro, verso la città.
– Madri disperse, lontane…
– E padri senza discendenza.
– Il giorno triste ci appare:
la nave vittoriosa sbarcò, in cerca
di vittime.

 – E la nostra terra,

l’Attica nobile,
strappando il frutto di tanti
connubi d’amore, fece
se stessa
nemica dei suoi stessi figli.
– Per se stessa l’atroce delitto
di uno straniero fu espiato,
non senza pianto.

 – Ricordo

l’oscurità dei pensieri
che aleggiavano negli ultimi
momenti di vita familiare;
i lunghi amplessi e dolorosi;
i silenzi pieni di bestemmie.
– Non c’era coraggio.
– Non c’era pietà.
– Ardevano le nostre ciglia.
– Ardevano i cuori confusi
nel vedere i giovani
sottratti ad Ares,
sottratti ai piaceri più carnali,
alle virtù nobili.
– I simulacri di Hèrmes,
e i santuari degli dèi
che comandano la sacra
legge della città,
tra le colonne dei templi,
intonavano il loro
canto d’addio.

– Addio,

gridavano, Addio!
Salutate per noi i morti
che vi hanno preceduto.
– I nostri fratelli più giovani,
vestiti a lutto, non proferivano
parola.

 – Coscienti

che presto anche a loro
sarebbe toccata
la nostra fine.
– Ci hanno visto morire.
– … e noi eravamo vivi,
invece.
– E dal carro che portava
il sovrano Egeo,
giunto da noi
a benedire le stirpe che partiva –
era solito fare così –
scese il suo figlio prediletto.
– Teseo, giunto da poco,
ad Atene, per prendere possesso
del regno futuro.
– Ma se avesse saputo in tempo
quale fato colpisse
la città reclamata,
davvero si sarebbe avvicinato?
– Davvero l’ombra che avvolge
la nobile Attica
non gli avrebbe fatto paura?
– Egli partì con noi,
sacrificando se stesso,
ignorando le preghiere
tremanti del padre.
– Ahi, quante lacrime
sparse su quella nave!
– All’orizzonte non si scorgeva
la terra, né la nostra infinita
tristezza aveva tregua.
– Pianti e sospiri. Sospiri e pianti.
– Soli, tremendamente soli…
– Quante lacrime, quanti lamenti
levati,
quante voci consacrate ai sommi dèi…
– … per un prodigio!
– Nulla è certo, nemmeno ora.
– Eppure la Speranza, morta,
sembra rivivere,
e cantare con noi che il prodigio
pregato
abbia ragione di esserci!
– Così attendiamo il momento
della nostra salvezza.

 

ARIADNE

E io con voi, figli di Atene…

 

CORIFEO

… perché tu possa vivere, in pace,
con il tuo Teseo.

 

ARIADNE

Teseo è l’unica radice a cui
possa aggrapparmi per non morire.

 

CORIFEO

Nessuno direbbe che la tua condizione,
ora, sia più sicura della nostra.

 

ARIADNE

Sarò sempre felice di averla scelta.

 

CORIFEO

Anche se non molti ti capiranno.

 

ARIADNE

Io sono stata libera, ho scelto
di servire i nemici della mia patria
che per nobiltà e coraggio
sono certamente i migliori
tra i popoli sottomessi
al dominio di questa città;
cos’altro potrebbe rendermi
più lieta dell’aver
ascoltato gli impulsi del cuore?
Nient’altro! È vero:
se non fosse stato per amore
avrei continuato ad esservi
nemica. Ma poco importa;
non si dovrebbe discutere
di ciò che non è mai stato.

 

[…]

 

 

L'autore







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