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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Intervista ad Alberto Pellegatta (english translation included)

Giuseppina Biondo | Interviste   29 Febbraio 2020   9 min.

Poeta, critico d’arte, giornalista, curatore di collane di poesia, Alberto Pellegatta è nato a Milano nel 1978. A gennaio 2020 lancia la casa editrice Taut, di cui è direttore editoriale. I primi due titoli – Planetaria e Il quaderno del topo muschiato – nel contenuto e nella forma rendono subito evidente l’obiettivo del progetto culturale che soggiace all’intera operazione: ricerca di voci italiane e straniere, esordienti e note, sposate al gusto dell’arte visiva.

Augurando buon lavoro all’ideatore di quest’impalcatura editoriale, iniziamo l’intervista.

 

Dott. Pellegatta, quando è nata l’idea di fondare Taut? Ci racconti un aneddoto sull’inizio di quest’avventura editoriale. 

È stato un proseguimento naturale dell’attività artistica, per me e per i tanti amici che ci aiutano. È un’idea nata in quelle conversazioni tra amici che possono durare fino all’alba.

 

Ci spiegherebbe la scelta del nome, del perché sia stato ereditato dagli architetti tedeschi Bruno e Max Taut? 

Sono due architetti visionari di grande fantasia, il loro nome è incisivo e frontale. Ho sempre guardato con attenzione all’architettura, che in fondo ha molto in comune con la poesia, per esempio la struttura del verso, il ritmo ecc.

 

Addentriamoci ora nei volumi. Planetaria. Perché una raccolta di poeti nati dopo il 1985? Ritiene sia un anno di scissione, una data spartiacque?

 Assolutamente no. I nati negli anni Ottanta hanno già avuto modo di pubblicare ampiamente, serviva una sorta di verifica sulla seconda metà del decennio e, soprattutto, sa. Chiude la nostra rassegna un autore del 2001.

 

 Da Planetaria quale risultato è stato tratto? Cosa si evince da questa prima raccolta di giovani autori tanto diversi tra loro per stile, poetiche e geografie?

 Sono diversi tra loro, è vero, e per fortuna, ma sono anche bravi. Questo è ciò che volevamo, mostrare ai lettori italiani che esiste una letteratura di qualità, anche freschissima, e che esiste un futuro per la poesia, proprio come reazione all’appiattimento culturale contemporaneo. C’è un rinnovato interesse per la parola poetica. La superficie patinata e televisiva non basta più.

 

Il quaderno del topo muschiato. Come si è giunti a questo libro? Perché proprio Víctor Rodríguez Núñez come primo autore? Ci racconti qualcosa in proposito. 

È uno dei più importanti poeti contemporanei del mondo, tradotto e apprezzato in moltissimi paesi, quest’anno riceverà anche il celebre Premio Pescara. La sua poesia, che non è facile, immaginifica e a tratti enigmatica, è però per tutti. Per tutti quelli che non la vogliano imbrigliare in una parafrasi. Víctor Rodríguez Núñez rappresenta il poeta contemporaneo, che, per esempio, nasce a Cuba e vive in traduzione negli Stati Uniti. Questo libro, in particolare, è un’opera magistrale. Insegna ad aprire gli orizzonti, a rispettare il mondo naturale.

 

Condividerebbe qui con noi due componimenti? Uno per volume pubblicato. Successivamente sarò lieta di promuoverli all’interno della sezione #Recitationes de «Il Raccoglitore».

Volentieri. Magari per l’antologia le propongo due testi, uno del nord e l’altro del sud:

 

Poet, art critic, reporter, editor of poetry collections, Alberto Pellegatta was born in Milan in 1978. January 2020, he launches the publishing house Taut, of which he’s editorial director. The first two works – Planetaria and Il quaderno del topo muschiato – in their content and form, immediately make evident the goal of the cultural project which is subject to the whole operation: researching Italian and foreign voices, new and known, that go well with the taste of visual art.

As we wish good luck with work to the creator of this framework, here we start the interview.

 

Mr. Pellegatta, when was the idea of founding Taut born? Tell us an anecdote about the start of this editorial adventure.

It was a natural continuation of the artistic activity, for me and for the lots of friends who help us. It was an idea born in those conversations between friends that can last until dawn.

 

Would you explain the choice for the name, why it was inherited by the German architects Bruno and Max Taut? 

They are two visionary architects, with a big fantasy, their name is incisive and direct. I’ve always looked at architecture with attention, which deep down has a lot in common with poetry, for example the structure of a verse, the rhythm etc.

 

Let’s dive into the books now. Planetaria. Why a collection with poets born after 1985? Do you think that this is a year of division, a watershed date?

Absolutely not. Those who were born in the Eighties have already had the chance to widely publish, what’s needed was a sort of verification about the second half of the decade and, most of all, a sampling of the following decade. A 2001 author closes our review.

 

What’s the result that derived from Planetaria? What can we deduce from this first collection of young authors, different from each other as for style, poetics and geography?

They are different from each other, that’s true, fortunately, and they are also good. This is what we wanted, to show Italian readers that there is a quality literature, also very fresh, and that there is a future for poetry, just as a reaction against the contemporary cultural flattening. There’s a reborn interest in the poetic word. The glossy and television surface is no longer enough.

 

Il quaderno del topo muschiato. How did you come up with this book? Why featuring Víctor Rodríguez Núñez as first author? Tell us something about it.

It’s one of the most important contemporary authors in the world, translated and appreciated in lots of countries, this year he is going to receive the famous Pescara Prize. His poetry, which is not simple, imaginative and enigmatic at times, is for everyone though. For anyone that doesn’t want to bridle it in a paraphrase. Víctor Rodríguez Núñez represents the contemporary poet that, for example, was born in Cuba and lives in translation in the USA. This book, in particular, is a majestic work. It teaches to open the horizons, to respect the natural world.

 

Would you share with us two poems? One for each published book. Afterwards, I would be happy to promote them through the column #Recitationes on «Il Raccoglitore».

Gladly. As for the anthology I am even proposing two, one from the North and another from the South:

 

 

ELLA FREARS (UK 1991)

GLI HO CHIESTO DI CONTROLLARE IL TETTO, POI HO PORTATO VIA LA SCALA

Tutta notte ho goduto della bugia: un po’ indisposto, è su a letto ma manda cari saluti.

Sentivo la sua frustrazione sopra di me, attraverso il soffitto; la sentivo
così forte che era come se il mio petto fosse il tetto e lui era intrappolato
dentro di me. Come andremo avanti poi? Ho pensato, come la farò finita?

 

Non aveva chiesto aiuto. Magari aveva trovato un modo per scendere
ma ne dubitavo. La cena è stata meravigliosa.
Mentre gli ospiti se ne andavano ho guardato in su e mi sono resa conto che non c’era luna.

 

Brilla, tesoro. Ho sussurrato. E da dietro il comignolo è sorta la sua testina.

 

*

 

FRANCESCO MARIA TIPALDI (Nocera Inferiore, Salerno 1986)

NOVELLA TERZA

L’uva fragola sarebbe stata causa di enormi
terribili diarree
Lo sapevano Nahum e i profeti tutti.

 

Le feci divennero molli
I ragazzi provarono il sentimento dei vitelli.

 

 

Le illustrazioni in copertina sembrano essere parte attiva del vostro progetto culturale. Massimo Dagnino, oltre che curatore insieme a lei di Planetaria, è anche autore dell’opera in copertina del volume di Núñez. Nell’antologia invece vi è un’opera di Jaco Caputo. Unire arte e poesia: la ricerca di artisti visivi quanto rientra nel progetto di Taut? È davvero come scritto in apertura un tutt’uno con la ricerca linguistica? 

Il rapporto tra le arti è fondamentale e nutritivo. La bellezza di un libro non può prescindere dalla cura grafica e così l’arte non può fare a meno dello stimolo che offre la letteratura – specialmente la poesia. Nella mia esperienza di critico d’arte posso testimoniare che tutti gli artisti più importanti che ho conosciuto sono stati sensibili lettori di poesia.

 

Qual è al momento, secondo lei, la differenza più sostanziale che differenzia Taut Editori da altri progetti editoriali? E in cosa vorrebbe che si distinguesse, lungo il proprio percorso, rispetto ad altre case editrici?

Noi non cerchiamo il pubblico delle fiere ma i lettori forti. Lavoriamo per il piacere della lettura. Anteponiamo ai bilanci il nostro progetto culturale. È possibile, bisogna solo volerlo. I lettori ci hanno già premiati con le vendite, che sono andate ben oltre le previsioni. La festa di presentazione di Planetaria a Milano era affollatissima. Ci restano poche copie, faremo la seconda ristampa a neanche tre mesi dall’uscita. E consideri che tiriamo 400 copie.

 

Avete deciso di porre la vostra attenzione sui lettori. A quale tipo di lettori vi rivolgete principalmente? E qual è il vostro messaggio per loro?

 Ci rivolgiamo a tutti i lettori, curiosi o giustamente prevenuti. Li capiamo perché tutti noi siamo lettori prima di ogni altra cosa. I nostri libri non saranno mai una trappola o una truffa.

 

E come autori? Quali autori farebbero bene a inviare i propri testi a Taut? 

Abbiamo ricevuto tantissimo materiale. Considerando che faremo al massimo sei titoli l’anno, direi che ben pochi entreranno in programmazione. I nostri autori hanno verificato i loro testi prima di proporceli, hanno compreso la differenza tra poeta e artista della domenica. I nostri autori sono i primi critici di loro stessi. Con le nuove voci siamo disposti a offrire una lettura costruttiva qualora trovassimo testi interessanti. Ci aspettiamo serietà nelle proposte. Non come chi ci invia lavori deboli con spocchia o, com’è accaduto, in copia con altre 60 case editrici.

 

Lei è anche un noto poeta. Quali sono i suoi autori di riferimento? Quali i primi autori che hanno avvicinato lei alla poesia e che le hanno dato la consapevolezza di ciò che avrebbe voluto fare?

Sicuramente i classici a scuola. I greci, i latini, i magnifici toscani del Dugento fino ai giganti del Novecento, che in Italia è stato un secolo generoso per la poesia: Montale, Penna, Ungaretti, e poi Zanzotto, Erba, Bellintani. Cruciale è stato l’incontro con le opere dei poeti contemporanei, da Cucchi a Neri, da Bellezza a Lamarque.

 

Se dovesse darci un modello di poeta e un modello di editore, che nomi ci darebbe? 

Un modello può essere senz’altro il nostro Víctor Rodríguez Núñez. Un modello di editore? Carl Seelig, editore di Walser. Per la mia generazione, non posso non citare Roberto Calasso, che infatti di Walser ne è l’editore italiano.

 

Cos’è necessario fare oggi per la poesia? E qual è il peggior difetto che presenta la comunità letteraria nel panorama italiano?

La poesia va divulgata e la critica dovrebbe aiutare a distinguere la vera poesia dalle opere di consumo adolescenziali prive di ricerca sul linguaggio. Il peggior difetto? Il provincialismo e il clientelismo.

 

La ringrazio per le sue risposte. La invito adesso, in chiusura, a lasciare un consiglio ai nostri lettori: cosa secondo lei è imprescindibile per una buona poesia? 

Una poesia senza voce non esiste. La buona poesia ha una cadenza originale. Non va a capo a caso e veicola idee interessanti. In una buona poesia non manca l’immaginazione.

The illustrations on the covers seem to take an active part in your cultural project. Massimo Dagnino, as well as being the editor, together with you, of Planetaria, he is author of the artwork on the cover of Núñez’s book. In the anthology there is instead a canvas by Jaco Caputo. To link art and poetry: how much does the research of visual artists take part in Taut’s project? Is it really how it has been said from the beginning, being one with the linguistic research?

The relationship between arts is fundamental and nourishing. The beauty of a book can’t leave aside the graphic editings and at the same time art can’t do without the stimulation offered by literature – especially poetry. From my experience as an art critic I can affirm that all the important artists that I met have been very sensible poetry readers.

 

What do you think is, at the moment, the substantial difference that distinguish Taut Editori from other editorial projects? And in what would you like it to stand out, along its own path, compared to other publishing houses? 

We don’t seek for fairs audience but strong readers. We work for the pleasure of reading. We put our cultural project before budgets. It’s possible, you just have to want it. Readers rewarded us already with the sales, which have gone beyond what we expected. The presentation party of Planetaria in Milan was packed. We have only a few copies, we are going to do a second reprint not even three months after the launch. And to consider that we pull 400 copies.

 

You have decided to place the attention on readers. What type of readers are you mainly targeting? And what’s your message for them?

 We target all type of readers, curious ones or rightly prevented. We understand them because we ourselves are readers before anything else. Our books are never going to be a trap or a fraud.

 

And what about authors? What kind of authors are right to send their own works to Taut?

We got a lot of material. Considering that we will print at most six books per year, I’d say that very few will take place in the scheduling. Our authors have verified their works before proposing them to us, they understood the difference between Sunday poets and artists. Our authors are the first critics of themselves. With the new voices we are willing to offer a constructive reading if we find interesting works. We expect reliability in the propositions. Not like those who send us weak jobs with arrogance or, as happened, a copy with 60 other publishing houses.

 

You are also a known poet. What are your reference authors? What are the first authors that brought you to poetry and that gave you awareness on what you wanted to do?

Classics at school, for sure. Greeks, Latins, the mythical Tuscans of the thirteenth century up to the giants of the twentieth century, which in Italy has been a generous century when it comes to poetry: Montale, Penna, Ungaretti, and then Zanzotto, Erba, Bellintani. Crucial has been the meeting with the works of contemporary poets, starting from Cucchi up to Neri, from Bellezza to Lamarque.

 

If you had to give us a poet and a publisher as role models, which name would you give?

With no doubt, our Víctor Rodríguez Núñez can be a model. As for a publisher role model? Carl Seelig, publisher for Walser. As for my generation, I can’t not mention Roberto Calasso, which in fact he is the Italian publisher for Walser.

 

What should be done today when it comes to poetry? And what is the worst flaw that the literary community offers in the Italian landscape?

 

Poetry is to be shared and criticism should help distinguish the real poetry from the adolescent consumer works that lack in research on language. The worst flaw? Provincialism and clientelism.

 

Thank you for your answers. I invite you know, as we close, to leave an advice to our readers: what do you think is essential for good poetry?

A poem without voice doesn’t exist. Good poetry has an original cadence. It does not go randomly and conveys interesting ideas. In a good poem there is no lack of imagination.

Traduzione di Mary Basso

L'autore







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