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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Intervista a Francesca Cavallo (english translation included)

Giuseppina Biondo | Interviste   29 Gennaio 2020   11 min.

Chi non ha letto in questi anni Storie della buonanotte per bambine ribelli o non ne ha sentito parlare? E chi durante la corsa agli acquisti di Natale non ha visto nelle vetrine delle librerie italiane il volume Elfi al quinto piano?

Ecco per voi l’intervista a Francesca Cavallo!

 

Cara Francesca, inizierei immediatamente con il tuo ultimo progetto lanciato su Instagram: Dreams Clinic. Una Clinica dei Sogni in dieci settimane. Raccontaci di cosa si tratta e come nasce l’idea.

#DreamsClinic nasce dal fatto che ogni settimana dedico almeno qualche ora a dei creatori (imprenditrici, scrittori, designer…) che stanno lavorando a un nuovo progetto e vogliono confrontarsi con me per parlare di alcuni aspetti del loro progetto (come organizzare il lavoro, come trovare i fondi, come scoprire se quello che hanno in mente può funzionare o meno). Nel corso del tempo, mi sono resa conto che molte delle loro domande sono simili, e quindi ho pensato che ci fossero molte più persone che avevano bisogno di sentirsi dire le stesse cose.

Allora ho deciso di lanciare questa serie di video un po’ “ruspanti” (senza editing, senza cartelli fancy, fatti semplicemente dalla mia scrivania con il mio telefono) per condividere un po’ dell’esperienza che ho accumulato con queste persone e ispirarle a portare un sogno che hanno dal bianco e nero al colore. (Per questo i video sono in bianco e nero!)

 

Vivere negli Stati Uniti quanto pensi abbia rinnovato la tua ribellione, il tuo entusiasmo e la tua determinazione nel perseguire sogni e progetti? E com’erano il tuo pensiero e la tua scrittura quando abitavi in Italia?

Sotto tanti aspetti, vivere negli Stati Uniti ha ingigantito alcune delle istanze del mio lavoro che erano emerse già quando ero in Italia. Mi ha aiutato ad allargare il perimetro dei miei sogni e a non avere paura della mia ambizione. Possiamo dire che – in qualche misura – ha reso il mio spirito ribelle più… pericoloso!

 

 Una domanda che spesso pongo a chi intervisto qui su «Il Raccoglitore» è la seguente: se il tuo romanzo o il personaggio che interpreti fosse una fiaba o il/la protagonista di una fiaba, come lo/la racconteresti? Nel tuo caso vorrei modificare ulteriormente la richiesta di narrazione: ci racconteresti sotto forma di fiaba la tua storia?

Posso dirti come potrebbe iniziare una fiaba su di me:

C’era una volta una bambina pugliese con i capelli molto ricci che non si arrendeva mai.

 

 

Quali sono state le principali differenze tra la stesura di Storie della buonanotte per bambine ribelli e quella di Elfi al quinto piano?

La differenza più grande è stato il fatto che Elfi al Quinto Piano è una storia di finzione e che è una storia molto più lunga. Per me è stato molto bello confrontarmi con un arco narrativo più ampio e avere la possibilità di tratteggiare situazioni e personaggi con maggiore dettaglio.

È molto bello scrivere di personaggi esistenti, e credo che in futuro lo farò ancora in un modo o nell’altro, ma ho anche tanta voglia di sperimentare più a fondo il mondo della narrativa di finzione, per la libertà espressiva che consente.

 

Se tu dovessi darci un solo nome tra le donne delle 200 storie presenti nei due volumi della Buonanotte, quale sceglieresti e perché?

Non darei un solo nome, perché la forza del progetto di Bambine Ribelli sta nell’accumulazione di tutte queste storie. Se ci fosse stata una sola donna, sarebbe stato un altro progetto. Invece, la parte che mi ha commosso di più di questa proliferazione di storie è stata la possibilità di tracciare in questa raccolta una specie di cammino dell’umanità femminile, nelle sue mille sfaccettature. Questa è una straordinaria forma di resistenza al maschilismo imperante che vuole le donne ridotte a delle figurine tutte uguali nei sogni, nei desideri, nell’aspetto, negli obiettivi.

 

 All’interno dei due volumi ho contato venti scrittrici tra autrici di romanzi, poetesse, storyteller, giornaliste e reporter (ahimè manca la Alcott, la mamma di Jo March! E non c’è neppure Oriana Fallaci! Spero ci saranno in un terzo volume). Con quale ti senti più vicina?

Mi sento molto vicina a Isabel Allende, perché i suoi libri sono stati una parte importante della mia adolescenza e perché il fatto che lei scriva spesso di grandi famiglie con geografie sentimentali complesse, mi ha sempre fatto pensare alla mia di famiglia.

  

Dov’eravate tu ed Elena Favilli quando avete avuto l’idea? Cosa stavate facendo, a cosa stavate pensando? Qual è stato l’incipit della storia del vostro bestseller?

L’idea non è venuta all’improvviso, abbiamo fatto un lungo lavoro di sviluppo, nel quale abbiamo anche chiesto l’input ai genitori, gli abbiamo chiesto che cosa sognassero per le loro bambine, che cosa li preoccupava maggiormente. Quando abbiamo iniziato il brainstorming che ha portato all’elaborazione dell’idea eravamo in Toscana.

 

Who hasn’t read, in these years, Good Night Stories for Rebel Girls or hasn’t heard about it? And who hasn’t seen the book Elves on the fifth floor in the Italian bookshops’ windows, during the Christmas shopping rush?

Here for you the interview with Francesca Cavallo!

 

Dear Francesca, I would start immediately with your last project launched on Instagram: Dreams Clinic. A Dreams Clinic in ten weeks. Tell us about it and how you came up with the idea. 

#DreamsClinic came from the fact that every week I spend at least some hours speaking about creators (entrepreneurs, writers, designers…) that are working on a new project and want to have a confrontation with me to talk about some aspects of their project (how to plan the work, how to find funds, how to find out if what they have in mind can work or not). Over time I realized that most of their questions are similar, so I thought that out there, there are many more people that needed to be told the same things.

Then I decided to launch this series of videos “free range” (with no editing, no fancies posters, simply made as I sat at my desk with my cellphone) to share what little experience I have gathered together with these people and inspire them to bring a black and white dream to color. (That’s why the videos are in black and white!)

 

To live in the States, how much you think it renewed your rebellion, your enthusiasm and your determination on pursuing your dreams and projects? And how your way of thinking and writing were when you lived in Italy?

Under lots of aspects, to live in the States made huge some of the instances of my work that had already emerged when I was in Italy. It helped me to enlarge the perimeter around my dreams and not to fear my ambition. Let’s say that – somehow – it made my rebellious spirit more… dangerous!

 

A question that I often ask to those I interview for the «Il Raccoglitore» is this one: if your book, or the character you portrait, would be a fairytale, or the main character from a fairytale, how would you speak about it? In your case I would like to alter this narration request some more: would you tell us your story under the form of a fairytale?

I can tell you how a fairytale about me might start:

Once upon a time, there was a little girl from Puglia with very curly hair that never surrendered.

 

 

What are the main differences between writing Good Night Stories for Rebel Girls and Elves on the fifth floor?

The biggest difference it’s the fact that Elves on the fifth floor it’s fiction and it’s a longer story. It has been very nice to deal with a wider narrative arc and to have the chance to outline situations and characters in greater detail.

Writing about existing characters is beautiful, and I believe that in the future I will do it again, one way or another, but I also have a great desire to experience the world of fiction more deeply, for the expressive freedom it allows.

 

If you had to mention only one name among the women portrayed in the 200 stories from the two Goodnight books, which one would you pick and why?

I wouldn’t give only one name, because the strength of the project of Rebel Girls stays in the accumulation of all these stories. If there was only one woman, it would have been another kind of project. Instead, the part that moved me more in this proliferation of stories was the possibility of outlining, in this collection, the path of female humanity, its numerous facets. This is an extraordinary form of endurance against the prevailing male chauvinism that wants to see women reduced to identical trading cards in dreams, in desires, in appearance, in goals.

 

Inside the two books I counted twenty female writers among novel authors, poetesses, storytellers, journalists and reporters (alas! Alcott is not among them, Jo March’s mother! And Oriana Fallaci isn’t either! I hope there’s going to be a third book). Which one you feel closer to?

I feel very close to Isabel Allende, because her books have been an important part during my teen ages and because the fact that she often writes about big families with complex sentimental geographies, has always made me think about my family.

 

 Where were Elena Favilli and you when you had the idea? What were you doing, what were you thinking about? Was what the beginning of the story of your bestseller?

 The idea didn’t come up suddenly, we did a lot of development work, during which we also asked parents for input, we asked them what they dreamed of for their girls, what worried them most. When we started that brainstorming took us to the elaboration of the idea, we were in Tuscany. 

 

Come vi siete divise il lavoro di scrittura?

Abbiamo scritto più o meno lo stesso numero di storie, poi io mi sono occupata maggiormente di tutta la parte di editing e di para-testo e lei si è occupata maggiormente della direzione artistica delle illustratrici. Ma finché abbiamo lavorato insieme, eravamo comunque entrambe coinvolte in tutti gli aspetti della creazione.

 

Non avete avuto momenti di blocco? Se sì, come avete superato la crisi?

Non c’è stato il tempo per un blocco, perché dopo la prima campagna di crowdfunding c’erano solo pochi mesi per scrivere e stampare il libro. Quindi il lavoro è stato a tratti brutale, ma alla fine mi rimarrà sempre la soddisfazione di aver compiuto un’impresa eroica che quasi tutti ritenevano impossibile.

 

 “Il ruolo della donna dall’antichità ai nostri giorni” è il titolo di un laboratorio svolto durante lo scorso anno in una scuola della mia città, l’I.C. Luigi Pirandello di Mazara del Vallo, in Sicilia. Le vostre storie della buonanotte sono state al centro del progetto didattico, risultando costruttive, motivazionali e d’apertura per tutti i giovani studenti.

Quali sono i libri e le opere, tra romanzi, racconti, film, serie tv, testi teatrali, fumetti e cartoni animati, che ti hanno ispirata da piccola e quali quelli di adesso?

Piccole Donne è stato uno dei miei libri preferiti, da sempre. Ho sempre letto tantissimo quindi a seconda delle età ci sono dei libri che mi hanno segnato, da Basil l’investigatopo a Tolstoi passando per Jack London e Dostoevskij.

Adesso sono molto ispirata dal lavoro di Greta Gerwig nel cinema, dal lavoro di Rebecca Sugar con Steven Universe nell’animazione per bambini e da Bob Raphael Waksberg con BoJack Horseman nell’animazione per adulti. Sono molto appassionata di graphic novels e mi piacciono tantissimo Guy Delisle, Roz Chast, Alison Bechdel… in Italia apprezzo molto il lavoro di Cristina Portolano, di Rita Petruccioli, e di tante altre artiste che si stanno facendo strada in questo mondo tradizionalmente maschile.

 

 Sei alla tua decima pubblicazione. Ci diresti qualcosa sulle prime sei? Raccontacele, se ti va, sotto forma di sei brevi fiabe o con sei semplici frasi.

Elfi al Quinto Piano è il mio decimo libro. Ho pubblicato una serie di libri illustrati con DeAgostini sulla paura, quattro libri illustrati da un character designer siciliano di nome Turi Scandurra, una bellissima versione in rima di Romeo e Giulietta e una riscrittura dello Schiaccianoci entrambi illustrati dallo strepitoso Philip Giordano, i due volumi di Bambine Ribelli e Io sono una bambina ribelle – Quaderno delle mie rivoluzioni che è un progetto che mi ha divertito moltissimo.

 

 E per quanto riguarda Elfi al quinto piano, cosa ti piace di più di questa storia natalizia? Credi di aver centrato quello che volevi raggiungere a livello narrativo e stilistico?

Elfi al quinto piano è una avvincente avventura natalizia con un messaggio molto profondo al centro e una riflessione sul ruolo di leadership morale che i bambini stanno assumendo nel mondo. Sono davvero contentissima del risultato! Ovviamente, avevo molto timore di rimettermi a scrivere (per di più per la prima volta non in duo) dopo l’enorme successo di Bambine Ribelli, ma poi ho pensato che scrivere mi piace troppo e che l’alternativa di non scrivere più era semplicemente una stupidaggine per me.

 

 Hai già in mente il tuo prossimo progetto letterario?

Sì! Ho iniziato a lavorare al progetto in questi giorni. Ma ancora non posso rivelare nulla!

 

 Cara Francesca, grazie per aver risposto alle mie domande. Ti chiedo adesso un saluto per i nostri lettori e un consiglio per chiunque stia cercando di scommettere sui propri sogni.

Avanti tutta, sognatori! Ci vediamo su Instagram, nella #DREAMSclinic. Circondarsi, nella vita reale e sui social, di persone e di contenuti che ci ispirano a realizzare i nostri sogni è la ricetta della felicità.

Quindi spero di trovarvi tutti su www.instagram.com/francescatherebel

How did you share the writing work? 

We kind of wrote the same number of stories, then I took care mainly of the editing and para-text part, while she worked mainly as an art director for the illustrators. But as long as we worked together, we were still both involved in all aspects of creation.

 

Did you ever have any moments in which you got stuck? If yes, how did you overcome the crisis?

There hasn’t been time to be stuck, because after the first crowdfunding campaign there were only a few months to write and print the book. So, work has been brutal at time, but in the end, I will always have the satisfaction of having accomplished a heroic feat that almost everyone thought impossible.

 

“The role of women from antiquity to the present day” is the title of a workshop that took place last year, in a school from my city, the I.C. Luigi Pirandello institute, in Mazara del Vallo, Sicily. Your goodnight stories have been the main theme of the school project, resulting constructive, motivational and open-minded for all the young students. What the books and works, between novels, tales, movies, tv-series, theatrical text, comics and cartoons, that ispired you when you were little and which ones do that now?

Little Women has been one of my favorite books, ever. I’ve always read a lot, so there’s books that marked me, depending on age, going from Basil the great mouse detective to Tolstoj, passing through Jack London and Dostoevskij.

Now I am very inspired by Greta Gerwig’s work in cinema, by Rebecca Sugar’s work with Steven Universe as for children animation and by Bob Raphael Waksberg with BoJack Horseman as for the adult’s animation. I am very passionate about graphic novels and I really like Guy Delisle, Roz Chast, Alison Bechdel… as for Italy, I appreciate Cristina Portlano and Rita Preuccioli’s works, as much as other artist’s that are making their way through this world that is traditionally ran by men.

 

You are at your tenth publication. Would you tell us something about the first six? Tell us something, if you want, under the form of six brief tales or through simple phrases.

Elves on the fifth floor is my tenth book. I published a series of illustrated books with DeAgostini (ed. Publishing house) about fear, four books illustrated by the Sicilian character designer Turi Scandurra, a beautiful rhyming version of Romeo and Juliet and a rewriting of the Nutcracker both illustrated by the amazing Philip Giordano, the two books of Rebel Girls and I am a rebel girl – Journal of my revolutions which is a project that amused me.

 

As for Elves on the fifth floor, what do you like most about this Christmas story? Do you think that you achieved your goal regarding a narrative and stylistic matter?

Elves on the fifth floor is an eventful Christmas adventure with a very deep main message and it’s a reflection on the role of moral leadership that children are taking in the world. I am very happy about the result! Obviously, I had a great fear of writing (furthermore, not in pairs for the first time) after the great success of Rebel Girls, but then I thought that I like writing too much and the alternative of not writing anymore was simply nonsense for me.

 

Do you already have your next literary project in mind? 

Yes! I started working on a project in these days. But I can’t reveal anything, yet!

 

Dear Francesca, thank you for answering my questions. I am asking you now a greeting to our readers and an advice to whoever is trying to bet on their own dreams.

Full speed ahead, dreamers! See you on Instagram, in the #DREAMSclinic. Surrounding yourself, in real life and on social networks, with people and content that inspire us to make our dreams come true is the recipe for happiness.

So, I hope to find you all on www.instagram.com/francescatherebel

 

Traduzione di Mary Basso

L'autore







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