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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

La favola di Ariadne: Primo episodio, prima parte

Roberto Bernasconi | La favola di Ariadne   7 Gennaio 2020   9 min.

 

PRIMO EPISODIO
I Parte

 

Entra il Coro.

 

CORO
– Eccoci. È l’abisso infernale.

– La tana del Minotauro.

– Se supereremo quella porta
sarà davvero la fine?

– Come è stata la fine per gli altri
che già vi sono entrati.

– Non esiste speranza
per noi, ancora troppo giovani
per morire?

– Al solo pensiero

tremo.

 – Ma la morte non dovrebbe

recarci timore: siamo giovani,
i migliori della stirpe ateniese,
figli di cavalieri che hanno abbattuto
giganti.

– Siamo nati sotto la rocca

di Cecrope, gloriosa
terra di Atena,
educati al combattimento da quando
le nostre mani potevano
reggere la spada.

– Alcuni di noi avevano
già segnato il proprio destino
vittorioso.

– Eppure non c’è vittoria

nella reggia di Minosse…
– … a Creta, terra ancora più arida…

– … lavata con la carne
dei figli generati dalla propria terra…

– … a Creta, trionfante
sopra la città di Pallade Atena.

– Non c’è altro. Solo una fine, una fine
soltanto.

– La bocca aperta,

spalancata,
si apre come una tomba… è la bocca
del Minotauro.

– Perché a noi nemmeno un sepolcro
hanno riservato.
– Così vagheremo, in eterno,
nel luogo dove la nostra vita è morta.
– Sognavamo
un destino diverso.

– Sognavamo
i giochi funebri, e le ronde
intorno al rogo solenne.

– Sognavamo
le sante libagioni, i riti prescritti
dalle antiche divinità.
– Sognavamo
la memoria dei nostri figli…

– Atene non avrà figli
che supereranno le nostre primavere.
– Non senza passare da qui,
da questa strada.
– Sepolcro orrendo, immondo, crudele,
non aspettarci ancora!
– Vogliamo pregare gli dèi
della nostra patria, perché lo spavento
ci uccida prima ancora
dei tuoi denti.

 – Ma voi, donne, tacete?

– Non pregate con noi, gli dèi?
– I vostri lamenti sapranno suscitare
più lacrime nei loro cuori.

– Ci siamo già rassegnate, fratelli.

– Come?

– Già, è tutto inutile.

– E vi arrendete così?

– Non possiamo

fare altrimenti, noi
che siamo state educate ad avere
timore. Persino la più coraggiosa
tra le donne ne è consapevole.
– E, venute al mondo
per essere madri, mogli, sorelle
prima ancora che Donne,
patiamo la debolezza
per causa vostra!

– Perché, dicono, la forza è dell’uomo,
e la lacrima facile della donna.

– Eppure, fratelli,
non rimpiangiamo il modo
in cui siamo cresciute.

Siamo disposte
a tornare alle nostre vite,
più devote di quanto non fossimo
mai state, ma libere,
libere dal pensiero della morte.

– Fin quando sei giovane,
e ti pare tanto lontana, non ci pensi.

– Ma poi te la vedi davanti
e lì, come se tremando
potessi fare qualcosa…

il nulla.

– Vorremmo vivere ancora

tutti!

      – Ogni nostro pensiero

dinanzi a quella porta
si distrugge.
– E dunque è del tutto inutile
pregare gli dèi
se il nostro destino è già deciso.

– Non sono stati gli dèi
a partorire l’ingiusta sentenza.

– No, il re di questa città,
Minosse, ne è l’artefice.

– Ma noi non abbiamo nulla
a che fare con questo re e con la sua isola!
– Mi sembra impossibile
che tu non conosca l’antefatto

della più terribile delle tragedie.

– Se così fosse non parlerei in questo modo.

– Ti spiegherò tutto io.

Il nostro re, Egeo,
ha commesso un tremendo delitto
non molto tempo fa.

– Che cosa ha fatto?
– Pare abbia fatto uccidere
il figlio di Minosse, l’erede dei suoi domini.

– Chi, Agenore?
– Proprio lui.

– E per quale motivo?
– La voce del popolo parla di invidia…
– … perché Agenore l’aveva battuto
nei giochi.

– Ma di questo crimine
noi siamo innocenti!

– Minosse, com’è naturale aspettarsi
da un padre che ha perso
così brutalmente un figlio, minacciò
la rocca di Cecrope. Tale
era la sua ira, accresciuta ancor più
dal dolore, che non avrebbe
accettato compromessi; non senza
che si spargesse sangue.

– Ma perché dobbiamo pagare noi?
– Egeo dovette scegliere
tra il suo regno e la vita di alcuni suoi sudditi.

– E scelse di salvare il suo regno.

– Così siamo prigionieri
in una terra lontana…

 – … mentre attendiamo

la fine che presto arriverà.
– Cinque fanciulli;
tre giovani uomini
e due giovani donne.
Ogni anno, da dieci anni, la storia
si ripete.

– Perché un re non perda il suo regno.

– Ma anche Egeo
avrà da patire, d’ora in poi, non meno
dei nostri padri.

– A proposito: Teseo, suo figlio,
non è tornato.
– Sarà ancora da Minosse a implorare
la fine di questa ecatombe.
– Sono passate delle ore
da quando le guardie sono venute
a prenderlo.

– Pensa davvero

di poterlo vincere con le parole?
Quegli occhi di sangue – io li ho visti
solo di sfuggita – non possono
placarsi tanto facilmente.
– E come potrà Minosse guardare
il figlio del suo nemico, il figlio di Egeo,
senza provare odio,
lui che il figlio maschio non l’ha più?
– Ho paura, adesso.
Il re potrebbe avere in mente, per lui,
una pena ancor più crudele.

– Esiste qualcosa di più crudele
della nostra fine?

– Basta, vi prego!

Non c’è più nulla da dire:
dobbiamo solo attendere.

– Possiamo fare altro? Ogni cosa di noi,
persino le preghiere agli dèi… tutto,
ahi noi, finirà…

– … nella stessa tomba.

 

Entra Ariadne, accompagnata dal suo servo, subito dietro a lei.

 

ARIADNE
No, non voglio tornare,
è fuori discussione!

 

SERVO

Ma perché,

perché fermarsi qui, di fronte al Labirinto?

 

ARIADNE
Perché devo aspettarlo.

 

SERVO
Teseo?

 

ARIADNE

E chi altri?

 

SERVO

Stai commettendo una follia,

principessa.

 

ARIADNE
Non sarà né la prima né l’ultima.

 

SERVO

Tuo padre lo considererà un tradimento.

 

ARIADNE

Perché ho pietà dei suoi prigionieri?

 

SERVO

Sappiamo benissimo entrambi
che non sei qui per loro.

 

ARIADNE
Ah, di che stai parlando?

 

SERVO

Tu me lo hai detto, poco fa.

 

ARIADNE
Cosa avrei detto?

 

SERVO

 Non lo ripeterò!

 

ARIADNE

Quale novità: uno schiavo da commedia

che ha paura di morire…

 

SERVO

Non per la mia paura io ti nego
il mio aiuto.

 

ARIADNE

E chi l’ha cercato,

il tuo aiuto? Non io.
Perché mi hai seguita?

 

SERVO

Non posso lasciarti in preda
alla follia, a questa follia! Sì, hai capito bene!
… Tutto questo non saprei
come definirlo altrimenti…
Innamorarti del nemico di tuo padre,
del suo peggior nemico,
proprio quando lo sta mandando a morte.

 

ARIADNE

Parla con lui adesso. Sono sicura
che in cuor suo ne avrà compassione
e lo lascerà libero.

 

SERVO
È tuo padre, Ariadne, lo conosci bene!

 

ARIADNE

Non può far male a me,

che sono il sangue del suo sangue,
più di quanto non stia facendo
con se stesso.

 

SERVO

Ma lui – e dovresti ringraziare gli dèi
per questo –

non sa che ami Teseo.

 

ARIADNE

 Un padre

dovrebbe conoscere i sentimenti
di una figlia.

 

SERVO

Chi mai avrebbe potuto immaginare
che tu ti saresti innamorata

guardando il giovane Teseo
scendere dalla nave…

 

ARIADNE

… tutto vestito d’argento…

 

SERVO

… incatenato!…

 

ARIADNE

… circondato

da tante piccole guardie,
perché lo proteggessero…

 

SERVO

… lui era la loro preda!…

 

ARIADNE

… pallido, bianco come
una statuetta d’avorio…

 

SERVO

… in quella situazione
anch’io sarei stato pallido…

 

ARIADNE

Io lo vedevo piccolo piccolo,
lassù, dalla finestra delle mie stanze!

 

SERVO

Ora comprendi?
Nemmeno l’hai incontrato
che già cominci a parlare d’amore!

 

ARIADNE

Tutto è in mano agli dèi.

 

SERVO

Lascia perdere, Ariadne!

 

ARIADNE

Non mi distruggerò
senza aver prima provato.

 

SERVO

Col nemico di tuo padre?

 

ARIADNE

Non ha fatto nulla
per meritarsi di morire.

 

SERVO

È figlio dell’assassino di tuo fratello.

 

ARIADNE

Dunque non hanno ragione a odiarmi
le madri e i padri di Atene?
A loro Minosse strappa i figli più giovani
per darli alla bestia,
dio di un orrendo sacrificio.

 

SERVO

Consideri orrendo ciò che
secondo tuo padre è giustizia.

 

ARIADNE

Quale giustizia?

 

SERVO

La giustizia divina.

 

ARIADNE

Eppure il divino è causa del mio amore.

 

SERVO

Forse è opera di un dio malato…

 

ARIADNE

Io so soltanto una cosa.
Minosse odia Atene
perché sotto la rocca di Cecrope
è morto il suo figlio prediletto,
ucciso da una mano
che lui pensava amica;
io giustifico il suo sentimento
e non lo metto in discussione.
Ma se Teseo perisse
per mano sua, per la sua rabbia,
per il suo odio,
tutta me stessa gli sarebbe ostile,
e anch’io avrei la giustizia
dalla mia parte.

 

SERVO

Dimentichi che Minosse è prima re,
e poi padre.

 

ARIADNE

Sia pure re

quando mi scoprirà ad aiutare Teseo.

 

SERVO

Bada: è la pazzia a renderti
così imprudente.

 

ARIADNE

Non posso farci nulla.

 

SERVO

Se conoscessi ciò che ti aspetta
non diresti così.

 

ARIADNE

Cosa? La morte?

 

SERVO

Lo dici come se fosse cosa da poco.

 

ARIADNE

Ora che ho conosciuto l’amore

cos’altro mi resta da vivere?

 

SERVO

Pensa a quanti prìncipi tuo padre
potrebbe offrirti in sposa. Sarebbero
tutti di buona famiglia, tutti
figli di gente perbene, e non vi sarebbe per te,
Ariadne, onore più grande
dello scegliere tra loro il più nobile,
il più bello, il più ricco
di tutta la Grecia.

 

ARIADNE

Ricchezza, bellezza,

nobiltà svaniscono non appena
ti ci sei abituata. Ma soltanto Teseo
ha affrontato imprese mirabili
che io stessa fatico a ricordare;
la mia bocca tace di fronte
al solo pensiero di lui.

Come potrei celebrare il mio imeneo
stringendo la destra a uno sposo
che non sia Teseo?

 

SERVO
A parole tutti possono essere eroi.

 

ARIADNE

Insinui forse che Teseo
non lo sia davvero?

 

SERVO

Non insinuo nulla.

 

ARIADNE, ai prigionieri

Ateniesi, datemi ascolto!
Non sono venuta qui
per prendermi gioco della vostra condizione;
la stessa voglia di sangue
che vi ha condotti nella mia terra
non riguarda un’intera casa;

sebbene voi odiate la mia radice
non potete considerarmi vostra nemica.

 

CORIFEO
Hai tante ragioni per vederci morti, tu.

 

ARIADNE

Al contrario. Ma, ditemi!,
è vero ciò che si racconta del vostro signore,
del vostro Teseo?

 

CORIFEO

Cosa, per l’esattezza?

 

ARIADNE

Che sollevò la roccia sotto la quale si celava
la spada d’oro di suo padre,
la spada che era stata nascosta
perché il figlio reclamasse un giorno
la sua appartenenza a lui.

 

CORIFEO

È vero, avvenne proprio così.

 

ARIADNE

E che costeggiando il golfo Saronico
affrontò i demoni figli della terra

che sorvegliavano gli ingressi dell’Ade.

 

CORIFEO

Lo possiamo confermare per sentito dire.

 

ARIADNE

E, ditemi!, lo avete visto mentre sottraeva
la clava di bronzo al brigante
con quel nome strano…

 

CORIFEO

Perifete?

 

ARIADNE

Lui! Uccidendolo ha reso giustizia
a tante morti innocenti.

 

CORIFEO

 Possiamo dire

con certezza che sia accaduto,
anche se i nostri occhi
non hanno visto nulla di tutto ciò.

 

ARIADNE

E a Megara non gettò forse dalla scogliera

il perfido Scirone, perché fosse divorato
dal mostro al quale sacrificava
chiunque gli passasse davanti?

 

CORIFEO

Sì, lo fece.

 

ARIADNE

A Maratona, infine, uccise il toro per conto di Egeo,
suo padre, che ancora non sapeva
di avere lui come figlio;
e non sapendo le morti
da lui seminate, e gli atti eroici
compiuti, rischiò di mandarlo a fine certa.

 

CORIFEO

Racconti ciò che dovrebbe essere noto
da un pezzo, ormai.

 

ARIADNE

I fatti non possono essere negati.

 

SERVO

È comunque follia che tu lo ami!

 

ARIADNE

È tutto reale.

 

SERVO

Devi dimenticarti di lui!

 

ARIADNE

No!

 

SERVO

Pensa a questo, se non vuoi ragionare
in nessun altro modo: credi che Teseo
potrebbe amare te
che hai come padre il boia
di tutti i giovani ateniesi, morti
al di là della porta?… Fossi io in lui,
pur riconoscendoti innocente,
non potrei che disprezzarti.
E non vorrei mai che il sangue
di tuo padre scorra nelle vene dei miei figli
insieme al mio.

 

ARIADNE

 Per questa ragione

voglio riscattarmi. Lo aiuterò a fuggire,

a farsi una vita lontano,

forse nella sua terra.

 

SERVO, prendendola per il braccio
Ho capito, non riuscirò a renderti
ragionevole. Ma non sarò complice delle tue follie!
Andiamocene!

 

ARIADNE

Lasciami! Lasciami!

 

CORIFEO

Principessa Ariadne, aspetta!

 

Al servo.

 

Eh, no! Non ci si comporta così

con una nobile del suo lignaggio.

Lasciala andare, canaglia!

 

Ariadne si oppone alla presa del servo e si libera.

 

Tutto bene, principessa?

 

ARIADNE

Sì, non è nulla.

 

CORIFEO

Che gli dèi facciano cadere la loro gioia
su di te, Ariadne! Ascolta:

tu vuoi davvero aiutarlo, il nostro signore?

 

ARIADNE

Con ogni parte di me
perché sia mio signore,
oltre che vostro.

 

CORIFEO

Conta pure sulla nostra complicità!

 

ARIADNE

E che vantaggio potrei trarne?

 

CORIFEO

Non spetta a noi saperlo, quanto a te.

 

ARIADNE

Non ho ancora nulla da perdere.

 

SERVO

Cosa aspetto a filarmela finché sono in tempo?

 

CORIFEO

Aiuta anche noi, però! Sono tante
le vite che tuo padre ha sottratto
e che tu potresti riscattare.

 

ARIADNE

Posso tacere,

ma non prendermi la colpa per voi.

 

CORIFEO

Ci basta essere liberi.

 

ARIADNE

Abbiate fede.

 

SERVO

Una figlia di re non può concepire

un simile tradimento!

 

ARIADNE

Neghi le mie origini adesso?

 

SERVO

Farò finta di non esistere.

Non dirò più nulla che sia contro di te;

anzi, non parlerò nemmeno,

tanto non sono tuo complice.

 

ARIADNE

E me ne compiaccio!

 

CORIFEO
Ora non ci resta che pianificare
la nostra fuga. Cos’hai in mente,
Ariadne?

 

ARIADNE

 Lasciatemi pensare

qualche secondo…

 

Pausa. Si sentono dei passi dall’interno.

Ah, sta arrivando qualcuno!

 

CORIFEO, affacciandosi a sinistra

È lui!

 

ARIADNE

 Teseo? Davvero?

 

CORIFEO

Lo vedrai da vicino per la prima volta.

 

ARIADNE

In vita mia non sono mai stata
tanto sicura di ciò che desidero,

ma forse non è il giusto momento

per incontrarlo.

 

CORIFEO

Ti tiri indietro?

 

ARIADNE
Non per me, ve l’assicuro.

 

CORIFEO
Non hai di che temere, Ariadne;
anche Teseo tenderà
la sua mano alla tua salvezza.

 

ARIADNE, al servo

Vieni!… spostiamoci un po’ più da parte!…

 

Al Coro.

 

Metterete voi una buona parola?

 

CORIFEO
Anche più di una, se servirà a salvarci la pelle…

 

[…]

L'autore







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