• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

L’insostenibile leggerezza dell’essere

Federica Falco | Recensioni   9 Ottobre 2019   2 min.

 

Genere: romanzo filosofico, realismo magico
Editore: Adelphi
Pagine: 318
Anno edizione: 1989

 

L’autore: Milan Kundera (Brno, 1 aprile 1929) è uno scrittore, poeta, saggista e drammaturgo ceco naturalizzato francese. Da sempre appassionato di musica e filosofia, ha un rapporto complesso con la sua terra natale: è stato infatti sostenitore della Primavera di Praga, al cui termine le sue opere sono state proibite in Cecoslovacchia. Ha composto le sue opere più recenti in lingua francese e non ha concesso a nessuno i diritti di traduzione in lingua ceca, attirandosi forti critiche in Patria. Il suo capolavoro, L’insostenibile leggerezza dell’essere (1984), è annoverato tra le opere più influenti della letteratura contemporanea.

 

 

Parmenide affermava che tutto ciò che è volatile è positivo, mentre la pesantezza è sempre negativa. Ma allora perché l’uomo ricerca costantemente legami e responsabilità che l’opprimono e, proprio quando è libero, ecco che si sente schiacciare dall’insostenibile leggerezza, o futilità, del vivere? Non c’è una risposta univoca, ma, come afferma l’autore, “una sola cosa è certa: l’opposizione pesante-leggero è la più misteriosa e la più ambigua tra tutte le opposizioni”.

Kundera sceglie di aprire il romanzo proprio con questa insolita riflessione, caratterizzandolo fin dal suo incipit come un’opera che non si limita a raccontare una vicenda di finzione dall’esterno, ma tenta di sondare ed indagare nel profondo i misteri dell’esistenza. Nel viaggio che propone attraverso le sue pagine però, egli non abbandona mai il lettore alla mercé di vacue speculazioni, ma si impegna ad accompagnarlo passo dopo passo in prima persona. La sua voce d’autore e narratore si confonde con l’eco della sua reale vicenda personale, dando l’impressione che i personaggi, figure dai tratti poliedrici e sfuggenti, siano personificazioni di risvolti diversi della sua personalità in continuo sviluppo.

Quella che può apparire una semplice struttura a coppie di protagonisti (Thomas-Tereza, Sabina-Franz), si trasforma in un evocativo gioco di rimandi; i quattro personaggi sono infatti osservati come attraverso un caleidoscopio, e la solida base cronologica di successione degli eventi viene addolcita e sfilacciata, componendo quadri che si collegano per associazione di idee, suggestioni e scene tratte dal mondo dei sogni. L’effetto è quello di una composizione perfettamente bilanciata, entro la quale le figure sembrano condannate ad un’esistenza mobile, fatta di continui tradimenti, e proprio per questo gravate dall’insostenibile leggerezza dell’essere.

Il libro è scrigno di preziose riflessioni, varie ma ugualmente profonde, che inquadrano la vicenda umana in una prospettiva al tempo stesso disperata e traboccante di vitalità e tenerezza, sospinta da un desiderio insaziabile di fedeltà, amore, impegno: in una parola, di “pesantezza”.

L’ambientazione, ovvero una Cecoslovacchia all’indomani dell’invasione russa, è anch’essa ben definita ed accurata. Nota di pregio è la capacità dell’autore di interiorizzare le vicende politiche, rinunciando ad una critica ottusa in cambio di un approccio dal taglio esistenziale. Le affermazioni, spesso dirette e sicuramente anticonformistiche, offrono terreno fertile per una riflessione personale su questi temi.

Testo problematico ed affascinante, intriga il lettore grazie alla sua scorrevolezza, contribuendo a plasmare il genere del romanzo verso una forma che leghi la piacevolezza del racconto ad una riflessione sul senso del vivere, nella consapevolezza di trovarsi davanti ad un dipinto nel quale “davanti c’è la menzogna comprensibile e dietro, intravista, l’incomprensibile verità”.

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 + 6 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Social

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2019 - martedì 22 Ottobre, 2019 00:32