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Nuove voci raccontano: Stefania Convalle

Francesca Ghezzani | Nuove Voci Raccontano   24 Settembre 2019   4 min.

 

La rubrica “Nuove voci raccontano” questa volta incontra Stefania Convalle, editrice di Edizioni Convalle ed ella stessa scrittrice di numerosi libri.
In lei, quindi, ferve un amore così grande per la scrittura da decidere non solo di essere autrice ma anche di dedicarsi alla pubblicazione di opere stese da altre menti e altre mani.

 

Stefania, per prima cosa raccontaci se la passione per la scrittura è per te qualcosa di innato e come hai deciso di diventare anche editrice.

La scrittura ha sempre fatto parte di me, anche se ho capito solo da qualche anno che era la mia strada nella vita, quella maestra che dovevo percorrere. La linea di confine tra il prima e il dopo è stata chiara alla morte di mia madre quando, in qualche modo, ho preso consapevolezza della mia vita e della passione più importante che dovevo coltivare. La decisione di diventare editrice è stata una lampadina che si è accesa all’improvviso quando ho pensato che potevo mettere al servizio di tante persone che amano la scrittura la mia esperienza nel mondo editoriale.

 

Il rapporto tra autore e editore è spesso conflittuale… tu ami definire Edizioni Convalle “una casa editrice col cuore d’autore”: hai forse in serbo il sogno “romantico” di costruire insieme ai suoi autori una grande famiglia letteraria?

Il mio ideale di casa editrice è proprio quello che sto cercando di attuare da quel 2 febbraio 2017, giorno della nascita di Edizioni Convalle: immaginate una scrivania dove solitamente l’editore è seduto a una parte e l’autore dall’altra… Nella mia casa editrice mi piace pensare che i miei autori e io siamo seduti dalla stessa parte per cercare insieme di fare volare le opere, ma con i piedi ben piantati a terra. Un sogno “romantico”, sì. Difficile, ma non impossibile. Io ci credo.

 

Sei da sempre interessata all’Oriente, ne hai coltivato il pensiero, la filosofia e le pratiche, traendone spunto per i tuoi scritti sempre più influenzati da uno sguardo interiore verso l’essere umano. Chi sono i tuoi personaggi e chi i protagonisti?

I miei personaggi, i protagonisti, sono persone normali, con tutti i conflitti personali che attraversano la vita, le paure, i sogni, la ricerca di sé. Mi piace affondare le mani, anzi, la penna, nella loro mente, nel loro cuore. Mi piace dare loro la forza di non mollare mai, qualsiasi cosa accada… è la mia filosofia di vita.

 

Hai al tuo attivo numerose pubblicazioni: romanzi, poesie, racconti, opere sperimentali, parliamo de “Il silenzio addosso” che ha avuto dei riconoscimenti, il più importante il Premio Giovani “Micreditoria di qualità” 2018.

“Il silenzio addosso” vuole indagare quella sorta di mantello che ognuno indossa per proteggere ciò che non si vuole mostrare, la parte più intima di noi. Tutti i personaggi del romanzo hanno il loro personale silenzio addosso che decideranno di condividere con estranei capitati nella vita per caso o per un disegno del Destino.  La loro storia ci fa comprendere come sia importante porgere la mano, ma anche sapere stringere quella ci viene tesa.

 

“Il silenzio addosso” è quindi un romanzo avvincente che analizza le pieghe dell’anima con i suoi silenzi. Se fosse una favola la sua storia come verrebbe raccontata?

Sarebbe una delle favole più classiche dove la strega cattiva è simboleggiata da un destino crudele che colpisce Chiara. Ma come in tutte le favole troviamo le fate che vengono in soccorso, come Giulia e la Sciamana che, anche se in modo diverso, riescono a salvare con una sorta di bacchetta magica virtuale la vita di Chiara, in balìa di se stessa e del suo dolore. Il principe azzurro non può mancare e sarà proprio tra i tre personaggi maschili, il più schivo e quello che aveva dentro di sé il seme dell’amore vero.

 

Un’ultima domanda: la tua scrittura indaga l’animo umano, maschile e femminile, di fronte alle varie tappe della vita. Lo sai fare con una leggerezza che contraddistingue il tuo stile, concludendo sempre con un messaggio di speranza. Anche la tua prossima opera ricalcherà queste caratteristiche?

Fino a questo momento ho sempre scritto romanzi che contenessero un messaggio di speranza, la famosa luce in fondo al tunnel. E ciò accade anche nella nuova opera che uscirà a breve, perché qualsiasi cosa succeda nella vita, anche la più terribile, può essere superata. Almeno ci si deve provare, perché la Vita è un gigantesco ring, a volte si cade, a volte si vince, a volte si perde, ma mai – mai – gettare la spugna.

 

L'autore







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