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#RECITATIONES: BALLATA DI PRIMAVERA, SCENDENDO DA CORTONA

ilRaccoglitore | #Recitationes   26 Maggio 2019   2 min.

GIUSEPPE CONTE


Lo scrittore Giuseppe Conte (Imperia, 1945) a proposito del suo componimento da noi oggi proposto racconta che: “A fine aprile sono stato a Castelnuovo in Garfagnana e poi a Cortona, invitato a un Festival jazz dove Marco Mancini al piano e Francesco Giustini alla tromba hanno eseguito gli standard citati in quel romanzo jazzy che è Sesso e apocalisse a Istanbul (ora I senza cuore chiederebbe una colonna sonora tutta diversa fatta di canti popolari genovesi, musica celtica, e poi Wagner, Scriabin, Arvo Part). Che bel pomeriggio ho passato a Cortona. E che bella la strada in mezzo alla campagna il mattino dopo. Così bella che sono tornato alla inutile e perciò deliziosa arte dei versi, e ho scritto una Ballata di primavera, scendendo da Cortona, che chi vuole trova qui di seguito.”

 

Ballata di primavera, scendendo da Cortona

E c’è ancora una primavera
io l’ho vista questa mattina
scendendo in auto dalla collina
tutta incendiata dai papaveri.
E c’è ancora una primavera
se ci sono i papaveri e il vento
e in mezzo all’erba per incanto
scoppiano tutti quei fuochi fragili.
E c’è ancora una primavera
c’è ancora, eccola che viene
la terra ha sangue nelle vene
son queste piccole onde di porpora.
E c’è ancora una primavera
rossa, ribelle, partigiana
questa mattina in Valdichiana
io l’ho vista, sembra impossibile.
È vero, sembra impossibile,
con tutto il male che c’è intorno
e che si espande giorno per giorno
e rende tutto rifiuti e tenebra
ritorna ancora la primavera
rossa, ribelle, partigiana
e in corteo canta che non è vana
la speranza per gli uomini liberi.
E c’è ancora una primavera
tra i miei pensieri di suicida
col mio dolore che tace e grida
io l’ho vista, sembra impossibile
l’ho vista scendendo un mattino
in auto con te da Cortona –
e ripetevo radendo i papaveri
che bella è la vita, e buona.

(Fine aprile, primi maggio 2019)

 

 

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