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La ragazza del treno

Federica Falco | Recensioni   24 Marzo 2019   2 min.

 

Genere: romanzo/thriller
Editore: Piemme
Pagine: 306

 

L’autrice: Paula Hawkins nasce ad Harare, in Zimbabwe, ma si trasferisce a Londra all’età di 17 anni. Ha studiato filosofia, politica ed economia presso l’Università di Oxford, successivamente ha lavorato come giornalista per il Times. Attorno al 2009 ha iniziato a scrivere romanzi rosa sotto lo pseudonimo di Amy Silver. Raggiunge il successo commerciale con il romanzo thriller psicologico La ragazza del treno, diventato un best seller negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, con oltre 3 milioni di copie vendute solo negli USA.

 

La vita di Rachel è asfittica e alienante come un viaggio su un vecchio treno sgangherato. Al di fuori, la realtà fluisce tranquilla, arginata dalla routine e dalle piccole gioie familiari. Dentro però, il suo animo è lacerato dalla fine di un rapporto; la mente, schiava dell’obnubilamento provocato dall’alcool, scolorisce i ricordi delle giornate e ne soffoca progressivamente l’energia. In fondo, quella che lei sogna è la vita perfetta di Jason e Jess, protagonisti del quadretto amoroso incorniciato ogni mattina dal suo finestrino.

Ma ecco che un giorno le cose cambiano. Rachel nota ciò che non avrebbe dovuto vedere, un colore stonato che stride con l’armonia apparente della coppia dei suoi sogni. Da quel momento, protagonista e lettore si ritrovano catapultati in una vicenda al tempo stesso folle e sapientemente guidata, un percorso ferroviario che conduce ad una destinazione straordinaria.

Viaggio maturo nei recessi dell’animo umano, l’opera sorprende per la sua efficacia espressiva, che cala la vicenda nella vita quotidiana di persone comuni. La narrazione, caratterizzata da linearità e scorrevolezza, ridefinisce il genere del thriller poliziesco, plasmandone dall’interno la vocazione psicologica. La vicenda si dispiega nell’intervento corale delle tre protagoniste femminili, lasciandosi analizzare da una prospettiva intima e poliedrica, che aiuta a simpatizzare con le ragioni del singolo e a riflettere su questioni a dir poco brucianti.

Violenza domestica, alcolismo, omologazione agli standard dettati dalla società. Tre tematiche che fanno capolino ad ogni pagina e stimolano la riflessione del lettore, aiutandolo a reinterpretare le vite di Rachel, Megan ed Anna in una prospettiva universale. Contemporaneamente, gli accadimenti di un misterioso sabato sera, fulcro temporale della storia, ne tracciano i binari, potenziandone l’aderenza ad una realtà concreta.

Non sono gli artifici narrativi o le scene dalla crudeltà gratuita a rendere indimenticabile La ragazza del treno. L’esistenza di Rachel è altresì piatta e priva di passione, proiettata in un passato idolatrato che cozza con un presente dimesso e senza scopo. Megan è prigioniera di un’insoddisfazione latente, su cui grava la terribile ipoteca del passato. Anna, dal canto suo, rimpiange il rischio ed il trasporto adolescenziale della sua vita da amante. Solo il colpo di scena finale toglierà il velo della menzogna che avvolge le loro vite.

Romanzo coinvolgente e d’effetto, regala sorprese anche ai non appassionati del genere, che non possono non essere attirati dall’orrore che la normalità, vista attraverso un finestrino, può celare.

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