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La fantastica signora Maisel

Cecilia Abbriano | Serie tv   24 Marzo 2019   4 min.

 

Il mondo dello spettacolo è spietato, competitivo e sotto molti aspetti sessista. È risaputo che entrare a far parte di questa élite è difficilissimo. Non importa neanche troppo il talento, quanto piuttosto la fortuna.

Provate a indossare i panni di una giovane aspirante attrice, di una comica. Un enorme talento naturale con molta voglia di mettersi in gioco. Viste le premesse, intuirete quanto siano basse le possibilità di emergere: entrare a far parte del mondo dell’intrattenimento per una donna è tre volte più difficile, soprattutto quando non si rispettano determinati canoni estetici.

Oggi ci sono tantissime donne apprezzate in tutto il mondo per le personali doti comiche. Un esempio fra tante, Ellen DeGeneres. Rimane però il fatto che noi donne, ancora, dobbiamo lavorare almeno il doppio, reinventandoci continuamente, solo per essere almeno prese in considerazione, quando, in molti casi, con meno fatica e, a volte, meno talento, un uomo raggiunge traguardi importanti nella metà del tempo.

Se ciò accade nel 2019, immaginate la stessa giovane donna tentare di intraprendere questo tipo di carriera nella New York del 1958. Quante chance pensate abbia avuto?

E inizialmente la prima a non considerare nemmeno questa possibilità è proprio lei, Miriam “Midge” Maisel (Rachel Brosnahan). Casalinga ebrea di ventitré anni che vive nella grande mela insieme a suo marito Joel ed ai figli Ethan ed Esther. A far parte dell’ampio nucleo familiare ci sono anche i genitori di lei, suo fratello e la moglie, e i suoceri. Sono una famiglia molto unita e si riuniscono spesso in cene e commemorazioni a casa della coppia.

A Midge questa vita piace, non ha mai pensato di volere nulla di più. Joel, dal canto suo, tenta incessantemente di affermarsi come comico. Purtroppo, le sue battute, forse troppo scontate, prive di ritmo e originalità non gli permettono di emergere. La frustrazione che ne deriva lo porterà a copiare una battuta di Bob Newhart (noto comico e attore statunitense) e, una sera, a confessare a Midge di avere una relazione con un’altra donna, decidendo di lasciarla.

 

 

Miriam si rivolge quindi ai suoi genitori in cerca di sostegno e conforto, ma otterrà soltanto rimproveri e disappunto da parte di entrambi. La madre sostiene che la figlia non sia stata in grado di tenersi il marito, mentre il padre ne critica la scelta a monte.

Frastornata dagli eventi repentini delle ultime ore e abbattuta dalla realtà familiare che le si presenta davanti, Midge apre gli occhi, insieme a qualche bottiglia di vino, e si dirige ubriaca al Gaslight Cafe, comedy club dove solitamente si esibisce Joel. Lì, priva di inibizioni, improvvisa un monologo esilarante, basato sulla sua propria vicenda sentimentale, culminando il numero mostrando il seno.

Trascorsa la notte in carcere per atti osceni in luogo pubblico, viene rilasciata e proprio là, a due passi da lei, in uno dei momenti più imbarazzanti della sua vita, si imbatte nel comico Lenny Bruce, anch’egli in fase di scarcerazione. Questi la mette al corrente di quanto l’ambiente comico sia tremendo, rischioso e alle volte molto doloroso. Midge gli pone allora una domanda, forse rivolgendosi a se stessa. La risposta si evince dallo sguardo che entrambi si scambiano. Uno sguardo di speranza mista a determinazione. Il mondo dello spettacolo è spietato, certo, ma non esibirsi sarebbe mille volte più doloroso. Miriam prende quello sguardo di intesa come un segno. In cuor suo ha sempre saputo di essere divertente e di voler far ridere la gente. È spiritosa, prova ne è il successo riscosso la sera precedente, ed ha talento, anche più di altri comici, uomini, già affermati.

 

 

Ma il talento, come già detto, non basta. È qui che entra in gioco Susie Meyerson (Alex Borstein), una dipendente del Gaslight, che riconosce in Midge delle enormi potenzialità e le propone di diventare sua manager. Susie è una donna dall’apparenza un po’ rude, ma molto acuta e in gamba, in grado di sfruttare le giuste conoscenze e, soprattutto, crede ciecamente in Midge.

Da questo momento ha inizio la scalata della Fantastica Signora Maisel verso il successo. Sarà un percorso molto lungo e faticoso, pieno di ostacoli, sia familiari che lavorativi. Ma, spettacolo dopo spettacolo, Midge acquisirà più sicurezza ed i suoi monologhi si affineranno sempre di più, giungendo a conquistarsi il suo piccolo spazio nella scena della Stand-Up Comedy newyorkese.

La Fantastica Signora Maisel è una serie televisiva prodotta e disponibile su Amazon Prime. Attualmente alla sua seconda stagione ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi, tra gli ultimi quello di “Miglior attrice in una serie comica o musicale” ai Golden Globe 2019.

La sua creatrice, Amy Sherman-Palladino, la fantastica mente dietro ad Una Mamma per Amica, che in passato ci ha regalato i due iconici personaggi femminili di Lorelai e Rory Gilmore, ci presenta ancora una volta un personaggio femminile dalle tante sfaccettature, estremamente umano. In generale, l’evoluzione di tutti i personaggi femminili risultano credibili, intensi ed amabili.

La serie è allegra e frizzante, ma allo stesso tempo tratta tematiche rilevanti. Prima tra tutte il ruolo della donna nella società e la pressione che l’opinione pubblica esercita sulle donne.

Se poi siete appassionati di costumi d’epoca, sarà un vero e proprio colpo di fulmine.

 

 

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