• La Redazione | Chi siamo | Newsletter

    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

«… And the winner is Kevin Spacey!»

Claudio Pellerito | Aneddoti di Scena   28 Febbraio 2019   3 min.

 

SPOILER, SPOILER, SPOILER!!!

Su I soliti sospetti ci sarebbe troppo da dire, davvero troppo: partiamo dal fatto che questo film è riuscito ad entrare nell’olimpo dei cult solo grazie alla sua scena finale. Vi sembra un’esagerazione? No, perché questa affermazione dà forza a tutto il lavoro di sceneggiatura, regia e recitazione che è stato svolto in maniera così eccelsa da fare da base, da colonna portante per tutta la durata del film fino ad arrivare all’incredibile plot-twist finale. Finale che è riuscito a diventare uno dei migliori della storia del Cinema anche grazie all’epoca in cui è uscito il film, cioè il 1995. Perché? Perché nel 1995 lo spoiler così come lo conosciamo adesso era facile da evitare: Internet non era ancora quel mondo pericolosissimo da cui scappiamo ogni volta che esce una nuova puntata della nostra serie preferita che noi non abbiamo ancora visto. Nascondere il segreto di Keyser Söze è stato facile, ed ecco che ci addentriamo nelle curiosità e nei “nanetti” riguardanti la realizzazione di questo gioiellino: nessuno del cast conosceva la vera identità del super-criminale, infatti ad ognuno dei protagonisti fu detto di essere proprio Keyser Söze, tanto che Gabriel Byrne si infuriò col regista Bryan Singer perché era convinto di essere davvero lui il villain del film. Inoltre, sono stati usati cinque attori differenti per interpretare Söze nei vari flashback in cui appare. Certo, Christopher McQuarrie, che vinse l’Oscar per la Migliore sceneggiatura originale, diede un grande indizio sull’identità di Söze: le sue iniziali sono le stesse di Kevin Spacey, che per il suo Verbal Kint vinse il primo Premio Oscar, come Migliore attore non protagonista (il personaggio, tra l’altro, era stato scritto apposta per lui, che fece un lavoro incredibile consultandosi con vari esperti per rendere credibile la sua paresi e che tenne incollate fra loro due dita della mano in tutte le sue scene).

Il titolo stesso del film racchiude una curiosità: “Fermate i soliti sospetti.” è una frase del film Casablanca.

Ma l’aneddoto più divertente riguardante I soliti sospetti è quello sulla famosissima scena del confronto all’americana, omaggio al film italiano Crimen (1960) di Mario Camerini: durante la scena Bryan Singer voleva massima serietà da parte degli attori, che dovevano a turno ripetere la frase «Hand me the keys, you fuckin’ cocksucker!». Come sappiamo non andò affatto così, e la scena entrò nella storia del Cinema per le risate spontanee degli attori che scoppiarono a ridere, beh… A causa dello stomaco di Benicio Del Toro che rese l’aria irrespirabile per tutti!

I soliti sospetti è entrato nella cultura di massa anche grazie alle innumerevoli citazioni, di cui mi piace ricordare le più divertenti: il finale del primo Scary Movie che riproduce al dettaglio quello de I soliti sospetti e la canzone “Kevin Spacey” di Caparezza (che dà il titolo a quest’articolo-racconto), che fra gli innumerevoli spoiler inserisce pure questo, cantando “Hai presente Kevin Spacey? Sì? Bene, è lui Keyser Söze ne I soliti sospetti!”.

Insomma, il capolavoro di Singer è una dispensa di aneddoti, curiosità e citazioni di cui si parlerà ancora per tanto, tanto tempo. L’unico rimpianto che ci porteremo è il rifiuto, da parte di Al Pacino, del ruolo dell’agente David Kujan, andato poi a Chazz Palminteri, che ha fatto sicuramente un lavoro egregio ma che ovviamente non è Al Pacino.

Per finire, è giusto citare la più bella frase di tutto il film, parafrasata da Baudelaire: «La più grande beffa che il Diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che Lui non esiste.»

 

 

L'autore







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

6 + 3 =


 

È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
È vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall’autore.

Se riscontri problemi con il sito web, contatta il webmaster.

redazione@ilraccoglitore.com

 

Ti piace scrivere?

il Raccoglitore è qui per raccogliere storie! Se vuoi inviarci la tua candidatura, scopri come fare.

Scrivi con noi

Newsletter

Social

il Raccoglitore 1.0 © Copyright 2019 - lunedì 18 Marzo, 2019 17:18