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Film del mese: febbraio 2019 (speciale Oscar)

Rosario Drago | Cinema, Tutti al Cinema   26 Febbraio 2019   5 min.

Da vedere

 

Green book

Film di genere drammatico, commedia-drama del 2018, diretto da Peter Farrelly, con Viggo Mortensen e Mahershala Ali, Uscito il 31 gennaio 2019. Racconta la storia vera del buttafuori Tony Lip (Viggo Mortensen), un italoamericano con un’educazione piuttosto sommaria che nel 1962 venne assunto come autista da Don Shirley (un Mahershala Ali straordinario e vincitore di un Oscar per la performance), uno dei pianisti jazz più famosi al mondo. Lo scopo? Guidarlo da New York fino agli stati del Sud, in posti dove i diritti civili degli afroamericani sono ben lontani dall’essere legittimamente acquisiti. Shirley si affida per il viaggio al libro Negro Motorist Green Book: una mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani sono ben accolti. Dovendosi confrontare con il razzismo ma anche con l’umanità delle persone che incontrano, Lip e Shirley impareranno prima di tutto a conoscersi e rispettarsi a vicenda.
Privo della pesantezza di un certo cinema militante e didascalico, contiene in realtà una carica politica molto forte e capace di arrivare molto più efficacemente a destinazione. Si ride, ci si indigna, ci si commuove e si pensa anche a una storia che fino a pochi anni fa sembrava lontana e invece oggi suona molto recente. Il film è considerato il protagonista degli Oscar 2019, vincendo tre statuette tra cui la più importante (miglior film, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale).

 

 

 

Bohemian Rhapsody

Film di genere biografico-drammatico-musicale del 2018, diretto da Dexter Fletcher, Bryan Singer, con Rami Malek e Mike Myers. Uscito il 29 novembre 2018.
Gira e rigira torniamo sempre a parlare di lui, ma non si può fare uno speciale sugli Oscar e non nominare il film con più statuette vinte: quattro Oscar. Il film è una celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (un Rami Malek infinito che si aggiudica un meritato Oscar come Miglio Attore), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
Facendo questo, il film cementa l’eredità di una band, che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica. Azzeccata la scelta di fermarsi nel racconto al concerto del Live Aid e non andare oltre (significava far vedere un Freddie malato e non era nelle intenzioni della produzione e degli elementi della band). Bohemian Rhapsody si aggiudica quattro statuette di cui tre premi tecnici (Miglior Attore, Miglior montaggio, Miglior Sonoro, Miglior Montaggio Sonoro) tutti meritati.

 

 

 

A Star is Born

Film di genere drammatico-musicale del 2018, diretto da Bradley Cooper, con Bradley Cooper e Lady Gaga. Uscito l’11 ottobre 2018.
In questa nuova rivisitazione della tormentata storia d’amore, Cooper interpreta Jackson Maine, musicista di successo che si sta però avviando sul viale del tramonto e che scopre la squattrinata artista Ally, innamorandosene. Lei ha da poco chiuso in un cassetto il suo sogno di diventare una grande cantante, fino a quando Jack la convince a salire su un grande palcoscenico. Ma mentre la carriera di Ally inizia a spiccare il volo, il lato privato della loro relazione perde colpi a causa della battaglia che Jack conduce contro i suoi demoni interiori.
Ritorno/remake di un classico canovaccio del cinema americano, quello della scoperta di un talento musicale nascosto nell’anonimato di una vita molto comune, nasce dalla passione di Bradley Cooper per la musica, e per questa storia, e dalla speculare passione di Lady Gaga per la recitazione. La regia è l’esordio del quattro volte nominato all’Oscar, che ha reso il suo ruolo, quello dello scopritore, almeno tanto importante quanto quello della stella che nasce. Se Lady Gaga si è affidata all’esperienza dell’attore Cooper, quest’ultimo si è lasciato consigliare dalla grande cantante. Straordinarie le performance dei due protagonisti che valgono otto nominations agli Oscar 2018 ma alla fine riesce solo a portarsi a casa l’Oscar come Miglior canzone (Shallow) scritta da Lady Gaga per l’occasione.

 

 

 

Nota di demerito

 

ROMA

Parlare di flop non è il caso per un film vincitore di tre premi Oscar, ma si merita una nota di demerito per le scelte aziendali cieche e dettate solo da un mero interesse commerciale. Mi riferisco a Roma film di genere drammatico del 2018, diretto da Alfonso Cuarón. Uscito al cinema (in pochi cinema in realtà) il 3 dicembre 2018.
Racconta un anno turbolento della vita di una famiglia borghese nella Città del Messico degli anni ‘70, attraverso le vicende della domestica e della sua collaboratrice Adela, entrambe di discendenza mixteca, che lavorano nel quartiere Roma, in cui vive la famiglia guidata da Sofia, madre di quattro figli, che deve fare i conti con l’assenza del marito, mentre Cleo affronta una notizia devastante che rischia di distrarla dal prendersi cura dei bambini di Sofia, che lei ama come se fossero i propri.
Roma è un ritratto di vita vera, intimo e toccante, raccontato attraverso le vicende di una famiglia che cerca di preservare il proprio equilibrio in un momento di lotta personale, sociale e politica.
Cuarón riesce a portarsi a casa tre premi Oscar tra cui l’ambito Miglior regia anche per via delle tecniche di ripresa adottate, ma nonostante ciò, dopo la chiusura della cerimonia, i suoi Oscar rimangono in sordina, senza grandi festeggiamenti. La motivazione e la diatriba segue il film sin dalla sua prima al Festival di Venezia ad agosto 2018, quando la casa proprietaria del film (Netflix) per sua politica aziendale non ha voluto far uscire il film nelle sale cinematografiche. Solo dopo un estenuante pressione (anche da parte del regista) e il “no” dell’Academy a far partecipare il film agli Oscar, Netflix si decide a far uscire Roma nelle sale, ma esclusivamente per un periodo limitato e in poche città. Appare ovvio che si è trattata di una scelta per aggirare i regolamenti degli Oscar. Scelta che non è passata inosservata e che spiega perché gli Oscar assegnati a Roma, anche se meritati, non siano stati festeggiati. Un messaggio che parla chiaro al grande colosso dello streaming: “il cinema è al cinema” e senza di esso non esiste neanche lo streaming.

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