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    Il Raccoglitore è un contenitore di storie, di racconti e di buoni interessi. La narrazione, al centro del progetto, viene sperimentata non solo nell’ambito narrativo-letterario: i collaboratori di ogni rubrica si prefiggono di raccontare un qualcosa. Se quando siete insieme ad un/a amico/a vi viene voglia di chiedere “mi racconti una storia?”, siete nel posto giusto.

Risponde Pippi

Lucia Battistel | Email alle donne di carta   7 Dicembre 2018   6 min.
E-mail alle donne di carta - Lucia Battistel - racconti, storie, lettere, email

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Ciao Pippi,

mi chiamo Martina, ma mi piace di più Marty quindi per favore chiamami così. Ho dieci anni e vado alla scuola elementare di via Manzoni 6, non so se la conosci: i maestri sono buoni e le bidelle simpatiche, soprattutto Giusy, quella riccia del terzo piano con i denti un po’ gialli. Giusy mi sta simpatica perché una volta quando sono uscita dai bagni delle femmine avevo la gonna ancora tirata su perché mi ero dimenticata di tirarla giù dopo la pipì e due maschi della 5F mi hanno vista e hanno riso e Giusy li ha rimproverati come fa la mia mamma per difendermi. Mi ha anche fatto una carezza e a me piace chi mi fa le carezze perché mi fanno sentire importante. Mi piace anche ascoltare la musica che mette mia sorella Giulia nell’altra stanza, e provare a cantare come le vere cantanti in tv e ballare, ma lo faccio solo in camera mia quando sono da sola perché mi vergogno se qualcuno mi vede. Mi piace tanto anche leggere, infatti prendo tanti libri dalla biblioteca: è un posto bello dove sto bene. La mia amica del cuore si chiama Elisabetta: è una bambina di dieci anni con i capelli biondi lunghi fino alla fine della schiena. Porta la frangetta e ha già i buchi alle orecchie, mentre invece io non ce li ho e sono un po’ invidiosa, ma la mia mamma e il mio papà non me li fanno fare perché non vogliono viziarmi. Siamo sempre state molto amiche, e la invito spesso a giocare da me anche se qualche volta Elisabetta è un po’ cattiva e non mi tratta bene. Certe volte per questo mi viene da piangere, ma poi mi passa. Ad esempio una volta mi ha tirato per la treccia perché avevo detto “mi piaci” ad Alby, il bambino che piace anche a lei, o un’altra volta ha tagliato con le forbici i capelli della mia barbie preferita, perché diceva che era più bella coi capelli corti, ma non è affatto vero. Io non li volevo i capelli corti e lei lo sapeva.

Il mio problema è che Elisabetta non parla più con me da quando è arrivata Clara in classe. Clara è una bambina nuova con i capelli marroni e gli occhiali a cerchio rosa che sta all’ultimo banco. Io ho paura che Elisabetta diventerà la sua nuova migliore amica perché parlano tantissimo tra di loro e invece io sono sola e sono triste. Non ho nessuno che parla con me quando suona la campanella e non so con chi stare in fila per due quando ci sono le prove degli incendi e dei terremoti. La mia mamma che mi vede così triste ha deciso che devo parlare con qualcuno per stare meglio. Martedì prossimo, il 10, lo incontrerò per la prima volta nel suo studio che si trova non troppo lontano dalla mia scuola. Questo dottore ha un nome strano: si chiama Pisicocoso o Psicocoso e io mi chiedo come si fa ad avere un nome così strano che fa ridere.

La mia mamma dice anche che non va bene essere gelose delle amiche, ma quando c’è anche un’altra amica che compare come si fa? Non è possibile essere migliori amiche in tre: la migliore amica è solo una!!! Vero? La tua migliore amica chi è? Che tipi di altri amici hai? Nel caso, posso essere anche io amica tua? Se io non sono più la migliore amica di Elisabetta perché lei non lo vuole più allora forse posso essere la tua. A me va bene, a te va bene? Tu mi stai simpatica e sembri buona. Ti prometto che mantengo le promesse e se dico di essere la tua migliore amica lo sono per davvero per sempre.

Marty 😊

 

 

Ciao Marty,

la tua amica del cuore Elisabetta non mi convince proprio. Non è per niente bello come si comporta. Quale vera amica non ti parla più solo perché conosce un’altra amica e taglia i capelli alle tue bambole e ti tira per la treccia? Insomma, Tommy e Annika, i miei due amici, non lo farebbero mai. Io non so molte cose, ma quel poco che so è che i veri amici non si comportano così, e non fanno niente che non ti va bene o che ti fa stare male. Cioè, in realtà a volte capita, ma non lo fanno apposta, e allora non conta. Io non sono gelosa di nessuno dei due; siamo un bel trio e ci va bene così. Ci piace tanto arrampicarci sulle querce, e passare il pomeriggio a bere caffè bollente e guardare il mondo dall’alto. Papà, prima di salpare per il suo ultimo viaggio, quell’ultimo viaggio che l’ha portato nell’isola lontana di cui ora è re assoluto (un giorno lo raggiungerò, lo giuro!!!) e da cui purtroppo non potrà mai più far ritorno, mi ha lasciato sulla credenza in cucina un libro blu con su scritte tutte le ricette del mondo. Nei suoi lunghi viaggi in mare, infatti, ha conosciuto tanti popoli e assaggiato tante specialità diverse, e le ha annotate su quel suo libro per non dimenticarle; quei nomi strani non sono facili da ricordare. Prima dell’arrivo dei miei amici, tiro fuori pentole e padelle e teglie e scodelle, sfoglio questo libro e cucino quello che piace a loro. È il mio modo per far vedere quanto sono felice quando mi vengono a trovare a Villa Villacolle. Annika, ad esempio, adora le mie ciambelle, quelle fatte con lo zucchero scuro e la parte rossa di molte uova: la ricetta per prepararle viene da un paese lontanissimo che finisce con –zuola o –zuela. Quando viene lei, le preparo per festeggiare il suo arrivo. L’amicizia secondo me è questo, è fare il possibile perché il tuo amico sia felice; è una cosa che ho capito bene ora che sono cresciuta e sono un po’ più grande di te. Se tu lo impari già adesso a dieci anni, però, secondo me è solo meglio. Cioè, ad Annika fanno felice le ciambelle, così io gliele preparo, capisci? Semplice! Elisabetta non ti fa stare bene, e allora perché continui a darle retta?

Ho sentito anche io che oggi va di moda andare dagli psicocosi. In pratica sono dei grandi che aiutano altri grandi o piccoli a stare bene e cercano i motivi della loro tristezza per farli svanire con una specie di incantesimo. Li fanno sedere in poltroncine comodissime (io ci andrei solo per quello, quelle di casa mia sono di paglia e tutte mezze rotte!) e danno un sacco di fazzoletti gratis perché ho sentito che si piange molto quando si va lì. Però, dopo un po’ di ipnosi e parole magiche, i grandi e i piccoli usciti dallo psicocoso stanno davvero meglio. Ecco, per prepararti a martedì, facciamo finta che oggi anche io sono una psicocosa e tu sei la mia paziente seduta sulla poltroncina comodissima (beata te!!!): ti dico che tu vuoi come amica Elisabetta, anche se lei ti fa stare male, solo perché hai paura di stare da sola. Ma la verità è che tu non sei sola, perché hai la tua musica e hai i tuoi libri! Prendi me: i miei amici non sono solo persone. Sono fortunata ad avere la compagnia del Signor Nilsson, la mia elegante scimmietta, e dello zietto, il mio cavallo bianco a pois neri. Qualcuno tra i grandi, qualche ficcanaso guastafeste come ce ne sono tanti, potrà leggere questa mia risposta, storcere il naso e dire severamente: “No Pippi, ti sbagli! Un amico è una persona, non una cosa o un animale!”. Ma a pensarci bene, chi l’ha detto? Quale crudele dittatore ha imposto questa regola? Forse un qualche potente di qualche isola lontana, di quelle che visitava papà…ma io me ne frego, di questa regola, perché spesso regole come questa mi hanno fatto stare male. “Amico” invece è tutt’altro, è ciò che ti fa star bene, è quel posto caldo dove ti rifugi quando tutto va storto, non importa se è una persona o un qualcosa. Quando ti senti triste e sola, Marty, vai in biblioteca e mettiti a leggere invece di stare a guardare quella streghetta che parla con Clara. Perditi tra gli scaffali, e immagina di conoscere nuovi amici, o di andartene in posti lontani, magari proprio quel posto che finisce in –zuola o –zuela che non mi ricordo (se durante le tue avventure scopri come si chiama quel paese, per favore, dimmelo! È l’importantissima missione che ti affido!). E se vuoi, vieni a trovarmi a Villa Villacolle: ti aspetterò lasciando le porte aperte. Avvisami solo un po’ prima, per favore, e dimmi cosa ti piace mangiare: cucinerò qualcosa per te, così che saprai che sono felice di vederti.

La tua nuova sincera amica

Pippi (Calzelunghe)

L'autore







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