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Campioni del mondo, speranze olimpiche e uomini d’oro

Sergio Basilio | La Settimana Sportiva, Sport   5 Dicembre 2018   3 min.

 

Nella settimana che ha incoronato per la quinta volta Louis Hamilton campione del mondo in F1, l’Italia presenta la candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026. La Nazionale di Mancini trova un girone abbordabile per i prossimi Europei e Luka Modric spezza l’incantesimo del binomio Ronaldo-Messi nella vittoria del pallone d’oro. Il mese di novembre si chiude con delle certezze e con una conferma che sa per una volta di meritocrazia.

 

Le certezze hanno le fattezze di una vettura a quattro ruote grigia metallizzata e del suo pilota inglese. Louis Hamilton, infatti, vince il suo quinto Campionato del Mondo battendo Vettel anche ad Abu Dhabi, prendendosi titolo piloti e costruttori. Ancora una volta la Mercedes lascia appena le briciole agli avversari, principalmente a quella rossa di Maranello che tanti progressi ha fatto negli ultimi anni, senza mai però arrivare davvero a poter competere con l’inglesino della Mercedes. Un altro mondiale capolavoro, vinto con le strategie perfette, ancor prima dei pochi sorpassi decisivi nelle gare che contano. Mentre Vettel e la Ferrari devono riflettere anche stavolta sui minimi errori commessi su una vettura che per metà del campionato era perfettamente competitiva. Adesso la curiosità è tutta sul giovane talento LeClerc che, dopo solo un anno in F1 con l’Alfa Romeo, ha la grande occasione in casa Ferrari. Le speranze su una delle coppie di piloti migliori in circolazione sono tante.

 

 

Speranze di cui il paese Italia si nutre quotidianamente, oggi un po’ di più, almeno su due fronti: l’ambito Olimpico con la candidatura ufficiale di Milano-Cortina  per le Olimpiadi Invernali 2026 e il generoso sorteggio dei gironi di qualificazione per gli Europei del 2020 di calcio. La nazionale di Roberto Mancini è inserita in un girone abbordabile insieme alla Bosnia Erzegovina di PJanic e Dzeko, la Grecia di Manolas, la Finlandia, l’Armenia e il Liechtenstein. Gruppo che il ct azzurro guarda con positività e speranza.

Che possa essere non solo la strada per la qualificazione ma anche il punto di partenza per il rilancio della nostra cara Nazionale.

 

 

Ma questa è stata principalmente la settimana della consegna del Pallone d’Oro per la stagione 2017/2018, che ha visto rompere, dopo ben dieci anni, il dualismo Messi-Cristiano Ronaldo, che si sono divisi gli ultimi dieci trofei, con l’assegnazione del premio a Luka Modric. Mai si era visto una rivalità sportiva tanto longeva a livello di trofei. Si potrebbe parlare per ore sul valore reale del trofeo e delle consegne scorse (soprattutto nell’anno del mondiale 2010 dove più che Messi lo meritavano almeno Snejder e Iniesta), ma la cosa che più colpisce piacevolmente di questa votazione tra allenatori e giocatori è la meritocrazia risultata nell’assegnazione del premio; non che i palloni d’oro vinti da Ronaldo e Messi non fossero strameritati, ma quello di quest’anno è il pallone d’oro della meritocrazia, perché se è vero che nella norma questo titolo viene portato a casa da chi nell’intera stagione ha vinto di più, è anche doveroso consegnarlo al giocatore che più di tutti ha mostrato cos’è il calcio, nella sua forma più elegante ed intima. Lo si può vedere nella tecnica cristallina dell’erede designato di Andrea Pirlo (un altro a cui manca certamente un pallone d’oro in bacheca), un calciatore dalla visione globale del campo, cresciuto sotto le bombe della guerra dei Balcani e vincitore di Champions con il Real Madrid. Anche se probabilmente non sono le coppe europee con il club che lo hanno spinto verso questa vittoria personale, bensì un sontuoso, immenso, infinito Mondiale con la sua Croazia, nella campagna di Russia, fino alla finalissima contro i francesi. Una cavalcata mondiale fatta di lanci, gol stupendi e tanti chilometri su e giù per il campo lottando su ogni pallone. L’emblema di tutta quella Croazia così operaia nei muscoli e così elegante nel tocco di palla.

È l’alba di una nuova era, ma questo lo sapevamo già, lo avevamo già capito quest’estate durante quel mondiale fatto di stelle cadenti e di nuovi fenomeni; quindi spazio a Mbappè, Neymar, ma spazio anche a LeClerc e ai ragazzi delle future Olimpiadi, perché possano deliziarci sempre alimentando il nostro amore per lo sport.

 

 

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