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Azzurro Next Generation

Sergio Basilio | La Settimana Sportiva, Sport   17 Ottobre 2018   4 min.

In sette giorni perfetti per lo sport Italiano, la Nazionale di Roberto Mancini coglie la prima vittoria in gare ufficiali dopo più di un anno e mezzo, ribaltando completamente il proprio destino nel gironcino della Nations League, mentre le ragazze terribili del Volley superano anche le più rosee aspettative approdando tra le migliori quattro del mondo, battendo in un match al cardiopalma le padrone di casa del Giappone.

 

 

È cambiato il vento.

In soli sette giorni, il destino del calcio Italiano sembra aver preso una destinazione totalmente diversa. Inattesa, ma non per questo insperata, arriva una prestazione che non solo ristabilisce gerarchie nel girone della Nations League, ma dona un po’ di speranza in più per un futuro tanto incerto quanto difficile per la maglia azzurra.

Ma andiamo per gradi: il commissario tecnico Roberto Mancini riesce ad avere a disposizione per sette giorni l’intera squadra azzurra (tolte le solite defezioni dell’ultimo minuto); con un mese di partite già sulle gambe la squadra gira molto meglio (e questo ce lo aveva detto proprio il ct qualche giorno prima) e dopo una prima timida prestazione di colore con l’Ucraina (1-1) che ha gettato le basi per il nuovo schema tattico, ecco la grande prestazione che tutti aspettavano da tempo. Gioco, ritmi, tecnica e organizzazione; la squadra del “Mancio” esce fuori alla grande in Polonia sovrastando l’avversario su ogni aspetto di gioco.

L’invenzione del doppio regista in mezzo al campo dona equilibrio e visione di gioco alla squadra con Verratti e Jorginho a dividersi i compiti durante la partita: l’uno ricama, l’altro contrasta e viceversa lasciando spazio all’instancabile Barella (o in alternativa Pellegrini) che gioca due partite da veterano recuperando palloni come un Gattuso e inserendosi tra le punte come un Marchisio. In avanti il tridente piccolo funziona e disorienta la difesa avversaria con continui spostamenti di ruolo tra Insigne, Bernardeschi e Chiesa (in attesa del centravanti vero che sia Belotti o Cutrone).

 

 

Il gol all’ultimo secondo poi è la ciliegina emotiva di una partita che poteva chiudersi molto prima e con molti gol di scarto (cinque chiare occasioni da rete comprese due traverse di Verratti e Insigne).  Il bottino della vittoria è piuttosto cospicuo: primato in classifica scavalcando la Polonia stessa e buona posizione per i sorteggi dei prossimi europei; ma non solo, questo buon risultato raggiunto porta entusiasmo, porta speranza e anche punti importanti, visto che adesso gli azzurri, a quattro punti, possono giocarsi il primo posto contro il Portogallo a San Siro a novembre.

Mancini sa di calcio e lo dimostra, adesso bisogna avere, oltre alla fede, quella pazienza tanto decantata dal sapiente commissario tecnico; ma qualcosa sembra realmente cambiato, come un incantesimo finalmente spezzato dopo più di un anno senza vittorie, adesso si gioca sciolti, forse si può davvero ricostruire qualcosa.

Ma la settimana delle emozioni (e soddisfazioni) azzurre era solo all’inizio, perché nella coppa del mondo di Volley in Giappone le Ragazze Terribili (così ormai rinominate da social e tifosi) hanno superato lo scoglio più difficile, guadagnandosi la semifinale, lì tra le quattro migliori del mondo.

Il bello dell’inatteso: una squadra giovane, piena di talento ma giovane e quindi acerba, si pensava questo all’inizio di questo torneo, con una squadra potenzialmente fortissima ma ancora giovane e inesperta per poter ambire a una delle tre medaglie. E invece le ragazze di Coach Mazzanti dimostrano di poterci stare eccome tra le migliori quattro del mondo, mostrando i muscoli e la tecnica di interpreti meravigliose quali Paola Egonu (tra le stelle del torneo), Cristina Chirichella, Miriam Sylla, Lucia Bosetti e Beatrice Parrocchiale.

Partita difficile a Nagoya, contro le padrone di casa sospinte da un pubblico incredibile, sul 2 a 1 le azzurre calano leggermente l’attenzione e buttano via il quarto importantissimo set finendo sul 2 a 2, grazie anche al massimo sforzo delle nipponiche che meritavano almeno quanto noi la semifinale.

 

 

L’ultimo set non è da deboli di cuore: giocato punto a punto il tie break scorre via fino al grido strozzato in gola dell’ultimo punto che deve passare dall’interminabile momento del controllo arbitrale per stabilire se la palla delle azzurre fosse dentro o fuori, dopo l’ultimo momento di pathos, l’urlo liberatorio per una semifinale meritatissima con le ragazze azzurre che si abbracciano tra di loro. Adesso ci aspetta la Cina, potenza mondiale del Volley, ma a questo punto bisogna sognare in grande e non fermarsi più, per il volley italiano e forse anche un po’ più in là.

 

 

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