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Il vero mondiale azzurro

Sergio Basilio | La Settimana Sportiva, Sport   3 Ottobre 2018   4 min.

Dalle follie della Moto2 ai campionati di atletica, fino al meraviglioso Mondiale di Volley organizzato in Italia, il vero mondiale azzurro si gioca (e si vive) a settembre, con una riflessione sul futuro.

 

 

Nell’estate di un mondiale senza la Nazionale Italiana (cosa che non accadeva da sessant’anni) il nostro paese si è trovato spaesato, svuotato, come se gli avessero tolto una gioia, tra le tante problematiche ben più serie che è costretta ad affrontare ogni giorno, per cui urlare e correre ogni quattro anni sotto le stelle d’estate con una maglia azzurra addosso; un momento di condivisione totale del paese, in un tripudio di bandiere, senso di fratellanza e unione, tv accese in ogni dove e miracoli calcistici. Per fortuna ad alleviare il dolore di tale perdita ci hanno pensato i ragazzi della pallavolo, con un meraviglioso mondiale organizzato in casa nostra (insieme alla Bulgaria) che ha letteralmente trascinato, per tre settimane di fine estate, il paese in un vortice di emozioni e tifo.

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro.

Ci eravamo lasciati con un mondiale di calcio giocato splendidamente dalla Francia che aveva demolito la bellissima Croazia di Modric nella finale di Mosca. Hamilton andava a blindare l’ennesimo mondiale di F1 a discapito di Vettel e di una Ferrari che ancora una volta sembra aver buttato via un mondiale “fattibile”; Marc Marquez filava dritto verso il nuovo titolo nella Moto GP senza particolari sussulti; Novak Djokovic tornava a brillare da numero 1 del Ranking negli U.S. Open d’America insieme alla piccola Naomi Osaka (che batteva in finale l’idolo di casa Serena Williams); ai Mondiali di Atletica l’Italia fa incetta di medaglie grazie soprattutto al nuoto e Los Angeles e Torino si apprestavano ad abbracciare i nuovi idoli delle proprie squadre di basket e calcio che con i loro trasferimenti hanno fatto tremare il mondo dello sport,dei social e del marketing, rispettivamente LeBron James e Cristiano Ronaldo.

 

 

Ma il mondo doveva ancora vedere il meglio e il peggio che lo sport possa regalare: il peggio è certamente l’assurdo e inspiegabile gesto di follia che Romano Fenati ha compiuto nei confronti dell’avversario Manzi nella corsa di Moto2 a Misano. A pochi giri dal termine, il pilota della Kalex, si affianca al collega Manzi e con la mano sinistra cerca di premere il freno anteriore per disturbarlo e cercare il sorpasso; la pensata è tanto folle quanto pericolosa e basta per catapultarlo sul patibolo del web tra minacce e insulti e per radiarlo dalla Moto GP in attesa di capire se sarà anche indagato per tentato omicidio dalle forze dell’ordine.

Per fortuna il gesto viene subito dimenticato perché il nove settembre, in un meraviglioso campo di volley a cielo aperto sotto le stelle romane, inizia il mondiale di pallavolo organizzato in Italia e Bulgaria e dove la nostra nazionale arriva con umore e pronostici alle stelle, perché mai dagli anni d’oro della nostra pallavolo ci ritrovavamo per le mani una squadra così forte e competitiva, con in più la spinta di un pubblico meraviglioso.

 

 

Da quell’Italia – Giappone vinto tre set a zero in poi sarà una festa nazionale e continua per tre lunghe settimane, dove la nostra nazionale capitanata da Ivan Zaytsev asfalterà ogni avversario in un’atmosfera e un trasporto che ricorda in qualche modo Italia ’90 di calcio. I palazzetti di Firenze, Milano e Torino vengono invasi da migliaia di tifosi che saltano, ballano, cantano, esultano e spingono la Nazionale di coach Blengini verso la finalissima. Ogni battuta, ogni punto viene accompagnato, quasi spinto da quell’urlo all’unisono di un paese affamato e voglioso di azzurro, di un mondiale da aggredire e mangiare in un solo boccone e di poter festeggiare qualcosa. Non importa lo sport, l’importante è sentirsi uniti, come quando gioca la ben più seguita Nazionale di calcio, il paese si ritrova epidermicamente attaccato a questa squadra che regala gioie e vittorie. Purtroppo il sogno si infrangerà nel terzo turno, il gironcino di Torino condiviso con Serbia e Polonia (quest’ultima vincerà il titolo in finale contro il Brasile) risulta ostico per gli azzurri che perdono pesantemente la prima contro i serbi compromettendo poi anche la gara con i polacchi; ma ciò non toglie i meriti di questi ragazzi, dal buono fatto in questo torneo da poter utilizzare come esperienza di crescita per i prossimi impegni fino alla carica energetica ed emozionale che hanno saputo trasmettere a tutti i tifosi; tifosi che potranno consolarsi subito col Mondiale Femminile di Volley che si disputa in Giappone con l’Italvolley rosa che ha battuto la Bulgaria nella prima partita del girone. Ricorderemo questa come l’estate del mondiale di Zaytsev, Juantorena, Anzani, Giannelli, Mazzone, Lanza, Colaci e tutti gli altri ragazzi che ci hanno ricordato che oltre al calcio l’Italia è molto, molto di più.

 

 

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