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Mondiale all’europea

Sergio Basilio | La Settimana Sportiva, Sport   10 Luglio 2018   3 min.
Il mondiale, per la quinta volta nella sua storia, è affare nostro, di famiglia, dentro le mura di casa nostra, ovvero l’Europa. Questo è il verdetto dettato dal rettangolo verde dopo i quarti di finale di questo mondiale, mondiale magari dal tasso tecnico mediocre ma dalle grandi, enormi manifestazioni emotive. Emozioni che stanno regalando anche Federer e Nadal sulla moquette verde di Londra e Vettel ed Hamilton sull’asfalto di Silverstone.

 

Dopo aver fatto fuori un gigante del Sud America (seppur in difficoltà) come l’Argentina, la Francia di Dechamps ci prende gusto e manda a casa anche i tosti combattenti uruguagi che stavolta non ripetono l’impresa come contro il Portogallo: orfani di Cavani, i colpi a salve di Stuani (suo sostituto), Suarez e compagni non impensieriscono una Francia sempre padrona del match, che si porta in vantaggio prima con un calcio piazzato con Varane e poi con un tiro di Griezmann. La squadra transalpina è arrivata al minimo risultato voluto, e a quel punto tutti si aspettavano e volevano la semifinale da sogno contro il Brasile.

Invece il Belgio delle meraviglie di Martinez e Henry rovina i piani mondiali dei tifosi, giocando la miglior partita del torneo, sbriciolando le certezze e la difesa verdeoro con un due a zero da tagliare le gambe. Sarebbe un errore affermare che l’assenza di Casemiro in mezzo al campo per il Brasile (per squalifica) possa essere l’unica spiegazione al ritorno a casa dei pentacampioni. Sicuramente ci si aspettava un po’ di più da questo bel Brasile che Tite ha messo in mostra in questa kermesse, ancor di più nel momento di difficoltà. Ma la qualità e la velocità espressa da Hazard e Lukaku, i muscoli e la diga creata in mezzo da Fellaini e Witsel sono tanta roba per un Belgio che da sei anni cerca la consacrazione finale e non sarebbe tanto strano se arrivasse quest’anno.

 

 

Ciò che ha messo in mostra questo torneo ancora una volta è che negli ultimi anni i tecnici sudamericani non riescono a tenere il passo degli europei, parlando del livello prettamente tattico, di preparazione alla partita o di saper cambiare in corso d’opera la squadra.

Tecnico capace e sorprendente si è rivelato invece Gareth Southgate. La sua Inghilterra fatta da giovani e giovanissimi, tra uno schema su calcio piazzato (ne ha a disposizione un’infinità) e un’azione tutta giocata a un tocco, ha riportato la nazionale della Regina tra le prime quattro del mondo, cosa che non accadeva da ventotto anni, quella maledetta semifinale persa ai rigori contri i tedeschi ad Italia ’90. Stavolta il muro giallo svedese non ha retto con Maguire e Alli che hanno risolto la pratica.

Le emozioni più forti, ovviamente, le ha regalate infine la Russia che, oltre ogni pronostico alla vigilia di questo mondiale, esce a testa altissima dopo una sfida infinita contro la Croazia. Cherchesov spinge e incita un intero popolo alla ricerca di un pareggio durante i supplementari che sembrava utopia e che invece, grazie al brasiliano naturalizzato russo Mario Fernanes, arriva. Per poi arrendersi ai rigori e spaventando la squadra di Dalic, che nonostante tutto arriva tra le prime quattro potendo così eguagliare il risultato di vent’anni fa a Francia ’98. I russi comunque hanno dimostrato quale energia può tirar fuori un torneo organizzato in casa, con un buon collettivo di squadra e un grande tecnico a manovrarla.

Nel giorno di riposo del torneo mondiale si è corso la gara di F1 in Gran Bretagna, a Silverstone, che ha regalato (soprattutto nelle prime curve) una giornata di fuoco, con polemiche, sorpassi e quella “garra” che mette il giusto pepe nella corsa al titolo. Pronti via nel GP di casa per Hamilton e subito si scontra con Raikkonen forse un po’ troppo deciso nell’occasione, perdendo posizioni importanti, duello per gran parte della gara tra Vettel e Bottas per il podio, poi sul finale vittoria del ferrarista, con l’inglese che riesce a recuperare e prendersi una fondamentale seconda posizione. Adesso Vettel nella classifica mondiale è avanti di soli nove punti e il mondiale è più aperto che mai.

A Wimbledon nel frattempo, nella prima settimana di gioco, i due signori destinati alla vittoria finale regalano al pubblico inglese delizie per pochi. Tra un colpo sotto le gambe e pallonetti sembra che gli altri tennisti facciano un torneo a parte, i due “soliti noti” sono fuori categoria, c’è poco da fare! Federer e Nadal si stanno promettendo battaglia fino all’ennesima finale che noi già pregustiamo e siamo pronti a registrare.

 

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