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All you need is “law”: storia di una legge civile

Giuseppina Alice Tondo | Diritto, Speciale Pride, StorIus   24 Giugno 2018   3 min.
Gay rights, diritti civili, legge cirinnà, unioni civili, storius - racconto - Giuseppina Alice Tondo

Gay rights, diritti civili, legge cirinnà, unioni civili, storius - racconto - Giuseppina Alice Tondo

 

Un’entrata in medias res o un intro sull’amore che contamina il mondo della Legge?  Questo è il dilemma che turba l’animo di chi si cimenta nello scrivere di quell’affascinante tema che è la nascita della legge sulle unioni civili in Italia. Qui si proverà a non cedere alla tentazione di una deriva romantica.

Fino al 2016 l’ordinamento, risultando sfornito di una regolamentazione ad hoc, non permetteva il riconoscimento ufficiale delle unioni tra persone dello stesso sesso. Così nasceva l’esigenza di cercare una qualche forma di tutela che, in ossequio anche alle mutevoli sensibilità della società, tenesse in debito conto le esigenze di queste coppie. Anch’esse, lo si ricorda per le frange di popolazione più restie ad accettare il naturale evolversi delle cose del mondo, meritevoli di tutela.

La Legge del 20 maggio 2016, n. 76 (meglio nota come “Legge Cirinnà”) nasce da un acceso dibattito che ha interessato non solo le aule del Parlamento, ma che ha coinvolto a vario titolo i giudici delle Corti nazionali e sovranazionali1. Un plauso speciale va rivolto ad alcuni di questi ultimi che, in carenza di alternative, hanno sostenuto sulle loro spalle il peso del dover sollecitare – per non dire innescare – il moto legislativo tramite “sentenze monito” ed importanti interventi interpretativi del dettato costituzionale. Proprio per questa ragione non si può non accennare, seppur in breve, all’importante questione che ha portato la Corte Costituzionale a pronunciarsi su questo tema nel 20102.

L’occasione fu quella del diniego di procedere alle pubblicazioni matrimoniali opposto ad alcune coppie omosessuali da parte dell’ufficiale dello stato civile. In conseguenza del diniego le coppie ricorrevano di fronte al giudice costituzionale. La Corte pur non accogliendo il ricorso delle parti, in quanto l’intervento richiesto era di competenza del Legislatore, apriva ad una lettura dell’art. 2 Cost. che consentisse una garanzia di una qualche tutela alle coppie same sex. Non si tratta di una equiparazione totale certo, ma è comunque un importante attestato di esistenza.

Si prendeva atto quindi delle evidenti difficoltà dell’ordinamento nel giustificare la perdurante assenza di una normativa ad hoc. La discussione politica sulle unioni civili è poi iniziata in commissione Giustizia nel giugno 2013, ed ha visto nella senatrice Monica Cirinnà una promotrice combattiva ed orgogliosa della causa di cui è stata portavoce. Il dibattito politico, costantemente teso, si è acceso in particolare su alcuni punti nodali (per esempio sulla stepchild adoption); tensione aumentata poi dall’infiammarsi dell’opinione pubblica. L’iter è giunto al suo termine nel maggio 2016, consegnandoci un testo che, pur non essendo esattamente conforme all’iniziale proposta, permette oggi di poter ritenere l’Italia un Paese un po’ più civile3.

 

Gay rights, diritti civili, legge cirinnà, unioni civili, storius - racconto - Giuseppina Alice Tondo

 

In definitiva si deve riconoscere lo sforzo di empatia che occorre per sostenere quelle battaglie che apparentemente non ci appartengono. Sforzo in alcun modo vano in quanto, senza comportare nessuna reale limitazione al godimento dei diritti del resto dei consociati, permette ad un’importante fetta della popolazione di vivere a pieno la propria personalità. Anche la più modesta delle vittorie, quando riguarda il riconoscimento di diritti civili, merita di essere celebrata.

Se è concesso suggerire una ricetta per una buona amministrazione dello spazio che ci è dato di vivere, allora potrebbe essere quella dell’iniziare (o ricominciare) a concepire una società in chiave più inclusiva che esclusiva, che si avvalga meno dello strumento del pregiudizio, e più di quello del rispetto per la serenità altrui. Oserei dire che ne trarrà godimento anche la serenità di ognuno di noi.

 

Note:

1. Si veda a tal proposito la sentenza della Corte EDU, Oliari e altri c. Italia, 21 luglio 2015.
2. Sentenza della Corte Cost. n. 138/2010. Sugli aspetti costituzionali del tema, per chi volesse, si consiglia un approfondimento su M. D’AMICO, I diritti contesi. Problematiche attuali del costituzionalismo, Milano, 2016, p. 142-182.
3. Per coloro che fossero interessati a conoscere i retroscena sul dibattito politico, così come documentati da chi ne è stata protagonista, si consiglia la lettura di M. CIRINNÀ, L’Italia che non c’era, Fandango, 2017.

 

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