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The Handmaid’s Tale, nolite te bastardes carborundorum

Cecilia Abbriano | Intrattenimento, Serie tv   11 Giugno 2018   4 min.
The Handmaid's Tale - telefilm, serie tv

The Handmaid's Tale - telefilm, serie tv

 

C’era una volta, in un mondo non troppo lontano, un gruppo di fondamentalisti cristiani che, sotto gli occhi delle altre nazioni, prese il controllo degli Stati Uniti ed instaurò il regime totalitario della Gilead. Da quel momento le vite dei cittadini statunitensi cambiarono drasticamente.

Le famiglie elitarie acquisirono il potere necessario a salvaguardarsi mentre, così com’è sempre stato, il resto della popolazione fu abbandonato a se stesso, in balia del nuovo regime. E così accadde che interi nuclei familiari furono smembrati, bambini strappati alle loro madri e padri impotenti di fronte ad un potere che attaccava col fuoco chi cercava di ribellarsi al loro volere.

E qual è questo famigerato volere, vi starete chiedendo voi? Semplice, l’unico scopo della donna sulla terra è quello di procreare e allevare i bambini, e niente più. La donna non deve lavorare, quello è un compito che spetta all’uomo, l’unico in grado di guadagnare e provvedere alla famiglia. Se sei una donna sterile sei un seme marcio, ma puoi renderti utile cucinando e badando alle case dei ricchi. Sei una donna sterile ma ricca? Non preoccuparti, perché, nonostante tu non possa adempiere al volere di Dio, qualcun altro avrà il grande onore di giacere con tuo marito e soddisfare questo desiderio, sotto il tuo vigile occhio di moglie fedele. Ovviamente, in questo meraviglioso mondo, non è minimamente preso in considerazione che quello sterile possa essere l’uomo. Ma non divaghiamo.

Le Ancelle (o Handmaids, se siete cultori della lingua inglese come me) hanno il dono prezioso della fertilità, in un’epoca in cui il tasso di sterilità globale è altissimo. Un tempo sgualdrine, traditrici della fede ed impure, possono finalmente riscattarsi regalando al proprio padrone (il Commander) un erede.

I ribelli verranno scovati dagli Occhi (Eyes), una sorta di polizia segreta, e verranno puniti severamente o, se “necessario”, sterminati. Ci sarà chi proverà a varcare il confine col Canada e chi cercherà altre vie, ma sappiate che gli Eyes vi troveranno e vi puniranno. Sperate che il resto del mondo venga in vostro soccorso? Vi sbagliate. La Gilead ha il potere di salvare dall’estinzione interi paesi; e voi credete veramente che a loro importi che cosa accade a chilometri di distanza, se per loro c’è un tornaconto così prezioso?

Questa è la realtà che vi troverete di fronte una volta cominciata The Handmaid’s Tale, serie TV attualmente alla seconda stagione, prodotta da Hulu e tratta dall’omonimo romanzo distopico di Margaret Atwood.

L’autrice, classe 1939, è rimasta talmente entusiasta del progetto da essere comparsa come cameo nel primo episodio della prima stagione.

 

Margaret Atwood, scrittrice, cameo nella serie tv the handmaid's taleL’autrice Margaret Atwood. A destra una scena del primo episodio in cui compare come cameo.

 

All’interno del ricchissimo e talentuoso cast troviamo Elisabeth Moss nel ruolo di June, poi rinominata Offred (Difred  nella versione italiana) poiché tutte le handmaids, una volta assegnate al proprio padrone prendono il nome di costui, preceduto dal prefisso Of (o Di) per marcare il grado di appartenenza. Nel caso della protagonista il nome del suo commander è Fred Waterford (Joseph Fiennes).

Alexis Bledel (la Rory di Una Mamma per Amica) interpreta Emily, poi Ofglen/Ofsteven. La sua interpretazione magistrale è stata premiata con la conquista di uno dei tanti Emmy Awards portati a casa dalla serie nel 2017. E parlando di sorprendenti interpretazioni, vi consiglio di tenere d’occhio i personaggi di Janine (Mara Gualandris), poi Ofwarren, e di Moira (Samira Wiley).

La serie, nel suo complesso è un gioiellino da piccolo schermo, curata in ogni minimo dettaglio. Credo però sia doveroso un plauso anche all’autrice del libro. Colei che ha dato vita ad una realtà sì lontana, eppure così vicina perché, come afferma lei stessa, tutto quello che accadde ai protagonisti della storia è già avvenuto. L’autrice ha scritto il libro nella Berlino Ovest del 1984, quando il clima fra le due fazioni della città era ancora teso. Inoltre, la Atwood non nega di essersi ispirata anche ai regimi totalitari della seconda guerra mondiale.

Non è quindi un caso che la serie abbia riscosso un grande seguito, vista la forte instabilità politico-economica in cui si trova il mondo al momento. La simbologia ed i riferimenti culturali alla nostra società sono tanti. Prima fra tutti la concezione della donna vista solamente come incubatrice per bambini, oppure la questione migranti e l’indifferenza generale dei paesi non colpiti da guerre e crisi politiche. Ma ce ne sono molti altri. Vi sfido a trovarli.

Se vi piacciono le serie TV che, oltre ad intrattenere, trasmettono una generale sensazione di inquietudine e che portano a rimettere in discussione tutto quello che vi circonda, compresi voi stessi, questa è la serie che fa per voi. E se avete l’animo ribelle, un po’ come il mio, ricordatevi: “NOLITE TE BASTARDES CARBORUNDORUM”. Che cosa significa? Non vi resta che iniziare un binge watching selvaggio per scoprirlo.

 

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