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Un palcoscenico di innovazione

Roberta Miani | DEgustibus, Design   15 Marzo 2018   5 min.

Siamo arrivati a ben 57 candeline da spegnere per festeggiare l’arrivo del nuovo Salone del Mobile di Milano, che si tiene come di consueto in Aprile; un evento che vede l’incontro delle principali aziende italiane nell’esposizione della manifattura e delle avanguardie nel settore arredamento, per il quale il nostro stivale detiene il primato di qualità.

Nato nel 1961 dall’intuizione di un gruppo di mobilieri, meglio conosciuti oggi con il nome di Federlegno Associati e finanziato dal gruppo Cosmit, si proponeva di promuovere le esportazioni dell’eccellenza italiana all’estero, richiamando l’attenzione di investitori stranieri per far così fronte alla ormai crescente domanda interna.

E così, calcando le orme della Prima Esposizione Universale di Londra del 1851, si diede il via ad una delle più grandi innovazioni espositive nel campo dell’arredamento, vennero coinvolte le principali aziende italiane del settore e si scelse Milano , capitale economica e simbolo dell’incontro tra le differenti culture, come culla dell’evento.

A seguito dell’enorme successo, sempre più realtà  presero parte all’evento e nacquero ben presto altre realtà all’interno dello stesso salone come Eurocucina,  Euroluce , Salone Ufficio fino ad arrivare al  Salone Bagno, a completamento della proposta arredo; a segnare l’importanza della manifestazione nel 1998 nasce anche il  Salone Satellite , trampolino di lancio per i giovani creativi e strumento di ricerca delle aziende per nuovi talenti, che permise quindi di incentivare anche la partecipazione dei giovani.

Nel corso degli anni il Salone diventa ben presto sinonimo di garanzia ed eccellenza, il successo riscontrato in pochissimi anni permise non solo di internazionalizzarsi e di ospitare anche aziende straniere all’interno dello stesso salone, ma anche di aprirsi al mondo dell’arte e del design e della moda, creando anche degli “eventi collaterali” che sottolineassero e dessero valore  non solo all’attualità e alla cultura stessa del progetto ma anche alle riflessioni espositive creando un vero palcoscenico internazionale di professionisti, architetti, designer, artisti ed innovatori.

Non solo quindi una esposizione ma una completa e profonda riflessione su tutto ciò che riguarda la cultura, il progetto e l’innovazione della manifattura, affrontata in modo totalmente fuori dalle convenzioni e dando maggiore valore alla “presentazione stessa del progetto” attraverso  vere e proprie performance, anche musicali e  artistiche, che lasciassero lo spettatore a bocca aperta e gli permettessero talvolta di interagire.

Dall’iniziativa delle aziende stesse che ne fanno parte nasce perciò il Fuorisalone con eventi disseminati in tutta Milano, in spazi conosciuti e non, permettendo così di riscoprire e dare nuova luce anche a zone non assiduamente frequentate, rendendole così dei punti di riferimento della manifestazione attraverso un “viaggio” alla scoperta non soltanto dell’arte ma della stessa Città che diventa quindi un enorme palcoscenico.

Anche le grandi riviste iniziano a dedicarsi alla promozione dell’evento: la rivista Interni crea un vademecum degli eventi e Milano viene nominata “Capitale del Design”.

Vengono ideati quindi spazi laboratoriali di apprendimento dedicati ai bambini, quali il Muma o ci si può imbattere in aperitivi e cocktail party con l’intenzione di attirare l’attenzione non solo di professionisti del settore ma anche dei più giovani; ci si può imbattere in tutto ciò passeggiando in  Lambrate Design District, Zona Tortona, La Fabbrica del Vapore, Centrale, San Gregorio Docet, corso Como Porta Gribaldi  ; le aziende, le scuole o gli spazi d’arte  ospitano showroom ed eventi: La Triennale di Milano, L’università degli Studi di Milano, il Mudec, La Rinascente.

La Triennale di Milano in particolare, presenta spesso delle mostre sulla storia del design del mobile, ospitando una collezione dei più significativi oggetti di design dell’arredamento Italiano.

Nel corso degli anni, i temi del Salone e del Fuorisalone si sono sviluppati legandosi sempre di più a tematiche quali la sostenibilità ambientale, il riciclo, il rispetto dell’ambiente e proponendo per essi innovative soluzioni, dai sistemi abitativi alla creazione di nuovi materiali sostenibili, concentrando così l’attenzione del visitatore, esperto e non, su argomenti sempre più attuali e di interesse quotidiano, assumendo un ruolo sempre più rilevante anche nelle tematiche sociali.

 

“Come designer devi essere qui a Milano se vuoi presentare il tuo lavoro”
 Lee Broom, Salone del Mobile 2017

 

A proposito di meraviglia…

“Light is time” Citizen, Triennale di Milano, 2014

Il famoso brand debutta al salone del mobile con una installazione a dir poco magica che si propone di presentare il futuro degli orologi attraverso la tecnologia EcoDrive, in grado di far funzionare gli orologi senza pile, convertendo ogni fonte di luce in energia indispensabile per scandire ore e minuti.

Da qui il nome dell’installazione “Light is time”,  “La luce è il tempo” in cui l’elemento principale sono 80mila platine dorate, base strutturale del movimento degli orologi, sospese in aria che grazie a luce e suoni, danno una sensazione di luce e di tempo che non è mai stata provata prima dall’uomo, come sottolineato dallo stesso creatore.

“Flowerprint“ Piuarch, Brera , 2017

Si tratta di una installazione di circa 2000 fiori su una facciata di 10 metri per 20, dell’edificio dove  Piuarch ha sede ed esplora nuove modalità di decorare le superfici attraverso una sorta di ricamo floreale in tre dimensioni: odoroso, materico e in costante divenire in relazione alle condizioni di luce e umidità.I fiori sono innestati su patate per garantire sia la base strutturale che la nutrizione al fiore, consentendogli di radicare e favorendo una conservazione prolungata.

 

“New Springs”  Cos , Cinema Arti, 2018

Un’esperienza multisensoriale, all’interno dell’ormai dismesso Cinema Arti, nel centro di Milano.

L’installazione, è composta da una struttura centrale, alta sei metri e composta quasi interamente da alluminio riciclato; un albero metallico che emette boccioli di vapore nebulizzato che, come bolle di sapone,  scoppiano ed evaporano a contatto con la pelle ma che, a contatto con i tessuti, mantengono per un istante la loro forma, permettendo ai visitatori di interagire con l’installazione.

“MINI LIVING – Breathe”  Mini e SO – IL Architects, Torneria – via Tortona, 2017

Un progetto abitativo lungimirante e rispondente alle future sfide abitative delle aree urbane, come spazi contenuti e risorse limitate; un’abitazione che si sviluppa rispettivamente per 5 e 10 metri di altezza, ideale per tre persone, dotata di un’ecosistema attivo che utilizza in modo consapevole ed intelligente risorse quali luce, aria ed acqua per creare benefici all’ambiente stesso che lo circonda, rendendo la routine quotidiana dell’abitare al tempo stesso utile ma anche non convenzionale.

 

“Invisible Outlines” Nendo, showroom Jil Sander, 2017

“Si tende a percepire inconsciamente l’esistenza degli oggetti, seguendone i “contorni” con gli occhi, e distinguendo così il “dentro dal fuori”. Questo significa anche che oggetti con contorni non ben definiti non potranno sempre essere identificati come oggetti. Viceversa, se i contorni sono riconoscibili, le informazioni non visibili potranno essere naturalmente integrate.”

Questo il concetto fondamentale su cui si basa la mostra di Nendo, designer e artista Giapponese, sviluppata attraverso undici opere, in collaborazione anche con lo stilista Jil Sander per una nuova linea di tessuti, utilizzati nella sua collezione.

L’idea è che manipolando i contorni degli oggetti, al tempo stesso “l’esistenza di un oggetto può perdere spessore e gli elementi invisibili all’occhio vengono ricreati nel cervello dello spettatore in modo naturale.”

 

 

Fonti

SaloneMilano.it – La Storia
ilGiorno.it – FlowerPrint – Fuorisalone
Living Corriere . Lee Broom in Stazione Centrale
Archivio Fuorisalone – MINI-LIVING Breathe
Domusweb.it – Nendo Jil Sander
IoDonna.it – Fuorisalone 2017
Archiportale – Nendo – Invisible Outlines

 

 

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