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Confessione di un docente

Spazio alla scuola: storie di docenti e alunni che hanno saputo far fronte a situazioni di alta tensione
Prof. del quadrimestre - Spazio alla scuola: storie di docenti e alunni che hanno saputo far fronte a situazioni di alta tensione

Insegnare oggi è più difficile di quanto possa sembrare, soprattutto nelle relazioni docente-discente.
Velocità della cultura nel web, lavagne multimediali, comunicazioni in tempo reale in ogni parte del mondo con conseguente diminuzione dell’uso del cartaceo fanno la differenza col passato. Se poi ci si trova in un’area a rischio con un’utenza poco incline allo studio e alla cultura in generale diventa una scommessa poter far fronte a delle situazioni del tutto imprevedibili. Così nella mia esperienza di docente mi sono imbattuta nel corso degli anni in varie situazioni più o meno piacevoli, ma sicuramente formative.

Una che ricordo particolarmente è stata quella volta in cui, in attesa del suono della campanella, giunse un fragore proveniente dall’aula attigua. Pensai bene di uscire per vedere di cosa si trattasse e vidi un ragazzo che dava calci e pugni alla parete e in mia presenza continuava a darli alla porta. Io, in un primo momento, mi limitai a fissarlo. Non so per quale ragione presi quasi ad incitarlo a continuare, non curandomi del consiglio del bidello di non contraddirlo, ma, come il lupo davanti a San Francesco, lui si bloccò. Infine dopo il suono della campana ci avviammo tutti verso l’uscita della scuola, non prima di avermi detto come si chiamasse.

Da quel giorno mi salutò sempre rispettosamente nei corridoi della scuola, avevo imparato a chiamarlo per nome e lui andava fiero di quel saluto anche se non era mio alunno.
Peccato che ancora oggi leggo le sue iniziali nelle pagine di cronaca nera!
Non possiamo salvarli tutti, è vero, ma provare ad instaurare un rapporto di rispetto, attraverso un gesto o un linguaggio che sanno adeguarsi, è necessario per fare breccia nelle intelligenze anche più difficili o, peggio, fuori controllo.

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