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Ieri ho lottato duramente

ilRaccoglitore | Racconti   11 Marzo 2018   3 min.
"Suona alla porta mia suocera, mia moglie in lacrime le apre e urla solo "Lo vuole ammazzare! Lo vuole ammazzare!""
Rosario Lisma: Ieri ho lottato duramente

Rosario Lisma: Ieri ho lottato duramente

 

Ieri ho lottato duramente. Con la natura. Nella placida notte delle tre irrompe un invasato pipistrello che si ostina a mulinare per tutta la stanza. Ma chi è questo? Che vuole? Che c’entra in questa casa? Apro ancora di più le finestre, spengo le luci, mi accuccio tra timore e scoramento con un cuscino in testa memore del luogo comune che vuole i pipistrelli desiderosissimi di attaccarsi ai miei capelli. Dimentico della mia calvizie ormai acclarata. La cosa dura. Si fa lunga. Le tre e venti.

Ben presto il timore lascia il posto al disprezzo. Ma sei un cretino! Ma non lo senti? Non lo vedi? L’istinto di cui tanto vi vantate nei documentari non te lo dice che ci sono due finestre enormi spalancate?! Uccello del cazzo, che minchia voli in tondo ancora come un forsennato da 35 minuti?!! E io ancora accucciato col cuscino in testa… Finalmente, dopo una quarantina di minuti, ma non senza un’ottusa titubanza, se ne va.

La mattina dopo. In un’altra stanza, richiamato da un patetico pigolio, mia moglie ed io scopriamo un altro ospite. Un orrendo passerotto grigio e marrone. Zampetta tra il tavolino e i cuscini con lo sguardo presuntuoso degli stupidi che non hanno consapevolezza di sé. E caga. Caga di tutto. Su tutto! Ariapri l’altra finestra. Niente. Lo inviti sbracciandoti come uno sciamano alle prime armi verso l’aria aperta ma il genio scappa verso l’armadio e poi sulla cornice di un quadro su cui ostinato pretende di appollaiarsi. Ma cazzo, non lo vedi? Non lo senti? Il tuo istinto di cui tanto vi vantate nei documentari non te lo dice che la cornice è larga un centimetro e non potrai mai posartici sopra? Non la vedi la finestra spalanc..?

Niente, il genio va sul copriletto bello. Non lo ha ancora profanato. E ci caga. Briciole di biscotto Grancereali sul davanzale… Nulla. Ha altro per la testa. Deve ancora cagare sulla sedia. Ma quanto poi! Ma che te sei magnato? Basta. Lo lasciamo lì. Esco. Al ritorno ti voglio fuori, è chiaro?!!

Dopo due ore torno e apprendo che non era chiaro affatto. È ancora lì. Quando apriamo la porta lo troviamo lì che ci guarda a becco alto come il campiere della pianura del tavolino. Ormai è lui il padrone. Va bene ora basta. E’ l’ora delle decisioni irrevocabili. Ma non è tanto per la sua arroganza, la sua generica odiosa sfrontatezza, no. Ciò che mi ha fatto decidere per la sua morte è stato l’errore che non avrebbe mai dovuto commettere. L’onta. La volgare profanazione: aveva cagato sul quadretto di Al Pacino in gilet e pantaloni di fustagno al bar di Corleone ne Il Padrino. Il quadretto che avevo comprato a Little Italy. Basta. Adesso hai proprio sgarrato.

Prendo un lenzuolo per accopparlo come Trintignan in L’Amour di Haneke, ma prima gli assesto una botta con la scopa! Urla cip cip e regala un po’ delle sue schifose piume all’arredamento, mi graffio il braccio, mi tolgo finanche la maglietta sudata, lo blocco ora dentro al lenzuolo, sei mio, stronzo profanatore di quadretti di grandi attori italo-americani! Mia moglie urla che se lo ammazzo non mi aiuterà a occultare il cadavere, ha il tono definitivo di chi minaccia il divorzio, chiudo gli occhi mentre la destra e la sinistra si avvicinano. In mezzo, sotto il cotone, lo stronzo supponente che adesso è addosso che si caga… Suona alla porta mia suocera, mia moglie in lacrime le apre e urla solo “Lo vuole ammazzare! Lo vuole ammazzare!”.

Dopo aver realizzato che non siamo noi due a lasciarci le penne, la donna, stupita ma tranquilla, impone le sagge mani sul fagottino, lo fa suo e scuote il lenzuolo dalla finestra. Lo stronzetto non c’è più. Silenzio. A me rimane il fiatone. A lui la sua vita di stronzetto e la possibilità di andare a cagare. Ancora. Da qualche altra parte.

Stamattina sono entrato in salotto. E nonostante il trauma fosse ormai quasi del tutto assorbito, un po’ di sangue mi è risalito al cervello. Il pipistrello. Il primo dei due stronzi. Mi ha lasciato i suoi ricordini sulla libreria. Anche lui ha fatto il suo atto grosso. Un più grave atto di profanazione. Nooo! I Fratelli Karamazov nooooo!!!

L’autore

Rosario Lisma (1975), laureato in Giurisprudenza, attore, autore e regista, è vincitore del Premio Hystrio, del Premio Nuove Sensibilità al Napoli Teatro Festival (2009) e semifinalista al Premio  Scenario (2007). È coprotagonista del film La mafia uccide solo d’estate e si annovera tra i protagonisti di Romanzo Siciliano. Nel 2014 è autore, regista e interprete della commedia di grande successo Peperoni difficili, prodotta dal Teatro Franco Parenti di Milano e dalla Compagnia Jacovacci e Busacca di cui è fondatore.

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